Connect with us

Calcio

Croci-Torti: “Ho tanta gioia dentro”

Meglio di così il Lugano non poteva arrivare alla sosta internazionale. Anche contro il Losanna la squadra ha ribadito quanto mostrato una settimana prima a Sion: solidità, buon collettivo e ottime trame di gioco in virtù di una tecnica importante. Ancora tre reti all’attivo dimostrano che la fase offensiva, che negli ultimi anni ha sempre un po’ condizionato i bianconeri, sta evolvendo in modo molto positivo. Nel dopo partita mister Croci-Torti ha manifestato la sua pacata soddisfazione di fronte ai giornalisti.

-Cosa hai pensato dopo il rigore sbagliato da Celar?

“Ultimamente sono un po’ privo di emozioni in panchina, devo essere sincero. Non ho pensato a niente, vedevo che la squadra era in grande controllo della partita dunque ero sereno. Non ho cambiato espressione, siamo andati avanti con il nostro gioco. Oggi da allenatore ho emozioni diverse. Sono stato assente tutta la settimana (a Berlino per l’ultima tappa del corso di formazione per allenatore UEFA ndr) e quando la squadra gioca in questa maniera bisogna solo fare i complimenti allo staff e ai ragazzi. Oggi il palcoscenico è loro, sono stati eccezionali, non era facile fare quello che hanno fatto e dunque bravissimi. Io ci ho messo solo le scelte che non sono sempre le più facili, quando lasci fuori elementi che in questi anni hanno dato tanto alla squadra non é mai semplice. Oggi devo dire solo un grazie a chi ha giocato e a chi si è messo a disposizione e allo staff perché se la squadra aveva questa condizione è merito di chi in settimana ha lavorato”.

-Perché dici di essere privo di emozioni?

“Sono diventato più freddo perché mi accorgo di essere più lucido. Sicuramente con l’esperienza sono un po’ cambiato. E’ una cosa positiva. Mi è già successo ultimamente, meglio così. Mi scatenerò quando vinceremo una partita al 92′. Al momento è giusto che stia sul pezzo.”

-Che dici del terzo posto in classifica?

“Che è una gran bella soddisfazione. Il lavoro che svolgiamo e che i ragazzi fanno si vede: “pas mal”. Vederci lì assieme all’YB, dominatore delle ultime cinque stagioni, fa impressione. Sono proprio contento, ho tanta gioia dentro: è bellissimo. Riflettevo su quante volte, da quando sono qua,  abbiamo controllato una partita come ci è successo oggi.  Magari pensate che sia stato facile ma in Super League non è mai semplice vincere in questo modo. Abbiamo tenuto sotto controllo la contesa come mai avevamo fatto in precedenza e questo è segno di grande maturità e questa cosa me la porto dentro stasera”.

-Avete segnato sei gol in due partite, non è cosa evidente, visto che c’era chi criticava il vostro attacco?

“La verità è che stiamo trovando soluzioni offensive interessanti. Partecipiamo in tanti alle azioni e anche i difensori centrali sono lì per giocare la palla. Abbiamo acquisito questa mentalità, a metà campo stanno facendo quello che devono, Bottani riesce a trovare gli spazi e quando lui fa gol è ancora tutto più bello. Sabbatini fa un gran lavoro di raccordo, bisogna essere onesti lui si sacrifica nelle due fasi e poi Celar sta facendo il lavoro da attaccante vero.”

-Possiamo dire che per la semifinale ed eventualmente la finale di Coppa forse è meglio non arrivare ai rigori?

“Meglio non arrivarci perché vorrebbe dire che abbiamo vinto prima. E’ un dato un po’ strano quello dei penalty falliti quest’anno, contro questo portiere ne avevamo segnati due e quindi siamo ancora in vantaggio. “

-Adesso l’obiettivo qual è?

“Devo rispondere ancora a questa domanda? Tra due settimane con il Lucerna preparo la partita per andare a cercare di vincere per la quarta volta quest’anno contro di loro. Ci proviamo anche perché quella sfida ha aspetti particolari a livello nervoso ed emozionale visto che anticipa lo scontro di Coppa. “

-Se dai tutto in campionato e alla fine arrivi quarto o quinto sei contento?

“L’ho detto alla mia figlia più grande stamattina. Gli ho spiegato come funziona la Coppa svizzera. Gli ho detto che papà è nelle prime quattro e ci tiene a vincerla. Ho anche aggiunto che in campionato papà cerca di vincere tutte le partite. Lei l’ha capito subito a te lo spiego ogni settimana e la prossima volta porto Dorotea con me. Venerdì mi ha chiesto se giocavano per la Coppa e gli ho detto che sarà più in là e stamattina gli ho ripetuto che eravamo partiti in 100 squadre e siamo rimaste solo in quattro. Per la semifinale ci mancherà Sabbatini e dunque nelle prossime partite di campionato vedrete magari qualcosa di diverso”.

-Hai parlato di giocatori che partecipano alla fase offensiva, oggi si sono viste cose interessanti da Valenzuela, è un esterno che in questo senso più di altri dà qualcosa?

Se l’abbiamo preso è perché è un elemento con spiccate qualità offensive; non giocava da molto tempo e ha bisogno di trovare ritmo. Con il Basilea non aveva fatto male ma l’avevo cambiato perché nella mia pancia avevo bisogno di maggior leadership con Reto. Ma Valenzuela si sta allenando molto bene e nelle prossime settimane ho organizzato due amichevoli proprio per dare minutaggio a chi gioca meno. Siamo una rosa di 22 elementi e andiamo fino in fondo con questi. Anche Aliseda oggi ha avuto un altro passo rispetto al solito. Chi è entrato ha avuto la mentalità giusta, bene così”.

-Prima della semifinale di Coppa (giovedì 21 aprile) dovrete intraprendere la trasferta di Losanna (Lunedì di Pasqua). Non è l’ideale?

“Il calendario in effetti non ci ha aiutato. Quella partita con relativa trasferta di lunedì sul campo sintetico non mi piace per niente. Altri giocano sabato. Non ci lamentiamo ma ripeto non mi piace. Ad esempio non so se potrò schierare Bottani a tre giorni dalla Coppa”.

-Sei stato in Germania (all’Union Berlino allenata da Fischer) per qualche giorno. Cosa pensano del calcio svizzero dopo la qualificazione ai mondiali e le prestazione dei nostri giocatori nei maggiori campionati?

“Quando vedi l’YB fare il percorso che ha fatto quest’anno in Champions League, battendo ad esempio il Manchester. E il Basilea giocarsela alla pari con il Marsiglia puoi capire che a livello internazionale queste due squadre abbiano un blasone e così la nazionale e i nostri giocatori. Quello che mi è piaciuto nell’esperienza berlinese è stata l’etica del lavoro, la tradizione. E’ stato bello confrontarmi con qualcosa di diverso. I giocatori non lo sanno, ma qualcosina di quanto appreso ce l’ho già messa nella partita odierna.”

A Mattia Bottani presente pure lui alla conferenza stampa viene chiesto se abbia controllato il telefonino nel caso Murat Yakin abbia trasformato il picchetto in convocazione. Il numero 10 sorride e risponde che non gli è arrivato ancora niente.

-Al di la di questa battuta oggi è arrivata una bella risposta sia da parte tua sia da parte della squadra. L’ inserimento nella lista dei rossocrociati certifica il tuo lavoro e quello della squadra?

“L’altro giorno Sabbatini mi ha scritto i complimenti per questa cosa e gli ho risposto che se riesci ad arrivare individualmente a certi traguardi è merito dei compagni. Non è una frase fatta soprattutto a Lugano perché siamo sempre stati un collettivo molto forte e unito. Fa piacere che oggi abbiamo dato continuità alla prestazione di Sion che era la cosa più importante. Ci godiamo adesso queste due settimane in relax (guarda il mister e ride). 

-L’allenatore parlava di dare minuti a chi è stato impiegato meno, per te e altri è il contrario, magari avete bisogno di riposare, C’è sintonia in questo senso con lo staff, se sei stanco ti ascoltano? E senti l’arrivo della semifinale di Coppa?

Con Mattia Croci-Torti e i suoi collaboratori ho un ottimo rapporto. Quando sento che non sto bene lo dico; ad esempio giovedì avevo mal di schiena  e ho fatto meno. Cerco di evitare i sovraccarichi. Non penso ancora alla Coppa: vogliamo veramente vincere ogni partita e ci proviamo. Speculare nel calcio non serve a niente, puoi infortunarti anche domani in allenamento. Poi è  vero che con la Coppa ho un rapporto particolare ed è un obiettivo sicuramente”.

Click to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: