Un ordine che fa parte del suo modo di essere, una precisione che ha dimostrato con la palla tra i piedi e nel modo in cui ha diretto la difesa: il suo impatto sul mondo Inter è stato subito quantificabile con numeri pazzeschi, che raccontano di 12 clean sheet nelle prime 17 partite giocate in Serie A. Ha messo il suo sigillo sulla Seconda Stella con parate decisive e fondamentali, dal match contro il Napoli al volo ad Empoli, dal riflesso su Retegui nel match casalingo contro il Genoa ai preziosi interventi contro la Roma, passando per il rigore parato a Nico Gonzalez a Firenze fino al derby di ritorno: una notte storica, in cui Yann ha vinto il suo primo Scudetto e vissuto l’amore incondizionato della Milano nerazzurra.Un amore che lo ha seguito ogni giorno, fino a toccare l’apice nella partita contro il Barcellona: San Siro ai suoi piedi e nelle sue mani, il popolo interista pazzo di gioia dopo una prestazione leggendaria, entrata nei libri di storia. Una partita irreale del portiere svizzero, autore di parate da autentico campione. La prima, allucinante, su Eric Garcia: porta sguarnita, tifosi blaugrana già esultanti ed ecco, l’intervento da gatto. Poi tante parate, tante meraviglie, fino all’incredibile salvataggio al 9′ del secondo tempo supplementare. Il sinistro di Yamal sembrava imprendibile, impossibile da parare. E invece. Invece la parata della storia, per salvare il risultato, ancora e ancora.
Questo è stato forse uno dei tratti più belli di Sommer: la capacità di alternare l’ordinario e lo straordinario mantenendo sempre la sua costanza, la sua calma, la sua forza di volontà. Si è ripetuto nell’ultima stagione, quella del Double: 15 clean sheet in 33 presenze in campionato, chiudendo in modo indimenticabile tre anni in nerazzurro in cui ha conquistato due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. 139 presenze totali, mantenendo la porta inviolata in 66 occasioni: Yann Sommer ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Inter.
Grazie, Yann: è stato bello vincere insieme!