Connect with us

Hockey

Il “Kuba-DiDo show” non basta all’Ambrì per sconfiggere lo Zugo

(nella foto: Chris DiDomenico – © Hockey Club Ambrì-Piotta)

di Sandro Solcä

Si può dire tranquillamente che l’Ambrì Piotta è tornato “sui suoi livelli”. Sì, perché i biancoblù sono tornati ad essere quella squadra indigesta e capace di tenere testa a qualsiasi avversario, pur non riuscendo a trovare quel guizzo aggiuntivo che permetterebbe loro di imporsi. Contro uno Zugo in leggera flessione rispetto al recente passato i leventinesi hanno racimolato un solo – seppur importante – punticino, forse troppo poco per come gli uomini di Cereda hanno a tratti hanno saputo complicare la vita a Genoni.

Il gatto e il topo

Ambrì e Zugo si sono rincorsi lungo tutto l’arco del match. Nessuna delle due squadre ha mai preso davvero il sopravvento in un determinato momento dell’incontro, con gli svizzero centrali costretti ad inseguire nel punteggio in entrambe le occasioni, fino alla decisiva rete di Kovar giunta a 25’’ dall’inizio dell’overtime. Lo Zugo ha impiegato ben poco tempo per agguantare i vantaggi leventinesi, con la complicità di un Juvonen capace del meglio come del peggio. È una squadra, l’Ambrì, che deve ancora imparare a gestire mentalmente i momenti di maggior pressione senza incappare in scivoloni giungenti dal nulla, i quali permettono agli avversari di tornare in partita quando sostanzialmente non lo meriterebbero.

Principi d’intesa

Per la gioia dei tifosi biancoblù, l’asse “Kuba-DiDo” sta diventando sempre più rovente e i due iniziano a trovarsi a meraviglia: più volte la coppia della prima linea è andata a un niente dalla finalizzazione, con DiDomenico a distribuire continui cioccolatini al ceco. A fermare i due ci ha pensato lo staff tecnico dello Zugo chiamando un giusto coach’s challenge per un offside non ravvisato, dopo che il canadese ha seminato classe nel terzo difensivo dei Tori prima di servire il 29enne. Pure la malasorte in un paio di occasioni ha impedito a Kubalik di chiudere i conti, con il disco sibilato a un niente dalla porta di Genoni.

Spirito di squadra

Il secondo coach’s challenge chiamato dallo Zugo non ha portato gli effetti sperati: il tocco di Douay con la mano non è volontario stando ai direttori di gara, che convalidano la rete che vale all’Ambrì il secondo vantaggio di serata. Una rete nata da un lavoro enorme di sacrificio collettivo da parte del quarto blocco leventinese, con lo stesso attaccante francese preziosissimo nel gettarsi a mantenere vivo il disco che capitan Grassi ha poi trasformato in rete. Da apprezzare pure il lavoro di André Heim, ancora lontano dalla sua miglior versione ma estremamente prezioso nel coprire la visuale a Genoni. A nulla sono valsi i ben 20 tiri bloccati da parte biancoblù, dato che però deve incoraggiare una truppa di Luca Cereda ben lontana da quel pantano in cui si trovava due settimane or sono.

Ambrì – Zugo 2-3 ds (1-1, 1-1, 0-0; 0-1)

2’43’’ Landry, 3’56’’ Martschini (Bengtsson, Johnson) 1-1, 35’06’’ Grassi (Douay, Heim) 2-1, 37’39’’ Geisser (Martschini, Herzog) 2-2, 60’25’’ Kovar (Bengtsson) 2-3

Click to comment

Rispondi

More in Hockey

Scopri di più da La Gazzetta Del Ticino

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere