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Calcio

Croci-Torti: “Avremmo meritato un punto”

Il pubblico lascia Cornaredo deluso più che altro dal risultato. La generosa prestazione dei bianconeri è stata apprezzata. Non è evidente avere un possesso palla di più del 60 per cento contro il Basilea, squadra che ha una rosa con valore di mercato di oltre 60 milioni di euro (contro i 18.8 del Lugano). E costringere i renani sulla difensiva per buona parte del match, tanto è vero che Kasami e compagni non hanno ottenuto nemmeno un calcio d’angolo.

In sala stampa Mattia Croci-Torti afferma: “siamo entrati in campo molto bene, purtroppo quel gol al 9′ ci ha destabilizzato e per quindici minuti abbiamo fatto fatica, poi però abbiamo preso in mano la partita e sino alla fine non ho visto occasioni del Basilea. Secondo me oggi eravamo veramente messi bene in campo e con l’atteggiamento giusto: però negli ultimi 25 metri ci hanno sovrastato fisicamente, non siamo riusciti a essere pericolosi. Ma fino al limite della loro area non posso dire assolutamente niente ai ragazzi che sono scesi in campo, dal primo all’ultimo hanno giocato, anticipato, lottato erano sul pezzo. Peccato che poi in zona gol loro fisicamente erano intrattabili, non siamo riusciti a essere pericolosi. Ma la partita l’avevamo in mano e abbiamo provato sino al 92′ a pareggiarla. I miei giocatori ci hanno messo cuore e qualità almeno sino all’area, abbiamo disputato una buona partita. Bisogna sempre ricordarci chi è l’avversario, non è  facile prendere in mano il centrocampo contro il Basilea eppure Lovric e Sabbatini l’hanno fatto. Non dimentico mai contro chi giochiamo, il Basilea ha un valore di rosa nettamente superiore al nostro però sul campo non si è visto, salvo che nei loro 25 metri dove hanno un grosso potenziale”.

-Cosa vi separa attualmente dai primi tre posti: i venticinque metri nei quali non riuscite a sfondare?

“Sicuro. Noi lavoriamo tutti i giorni per cercare di essere migliori sotto questo aspetto. Non è la prima volta che giochiamo delle belle partite contro il Basilea ma anche contro YB e Zurigo ma alla fine non portiamo a casa i punti. Non dobbiamo rammaricarci ma continuare a lavorare e cercare soluzioni per mettere in difficoltà gli avversari, abbiamo recuperato qualche giocatore, abbiamo cercato di essere più performanti nell’uno contro uno e di trovare soluzioni alternative ma alla fine siamo a zero gol e sappiamo dove dobbiamo lavorare”.

-Ma si può lavorare su un aspetto del genere o è questione di uomini e di centimetri e quindi si può fare ben poco?

“Sapete che negli ultimi sedici metri non bisogna essere alti 1.95 per fare gol. Bisogna lavorare, crederci e avere voglia di migliorare. Non vedo che la mia squadra non voglia, ma dobbiamo avere la consapevolezza che contro questi avversari dobbiamo essere più incisivi e basta. Anche guardando le statistiche faccio fatica a vedere la partita odierna sotto un altro aspetto.”

-Oggi hai fatto un po’ di turnover: sei soddisfatto delle risposte che hai ricevuto?

“Sono  molto contento, sia di Hajrizi sia di Rüegg ma anche gli altri hanno disputato un’ottima partita. Abbiamo giocato in modo diverso dal solito, eravamo più alti e abbiamo provato a non subire quello che loro fanno bene e cioè il due contro uno sugli esterni. Sapevamo che elementi come Bottani avevano solo un tempo nelle gambe, dopo le due partite in quattro giorni e dovevo decidere se utilizzarlo nel primo o nel secondo tempo. Quando è entrato ha fatto bene e ha creato disastri. Non rimpiango le scelte fatte. L’importante  era dare un segnale alla squadra; ho sempre fiducia in tutti. Peccato aver preso quel gol all’inizio perché poi è difficile da digerire. Ma quando una squadra ci crede come la nostra non si fa seppellire. Siamo rimasti in partita. Altre volte -e ricordate il match con l’YB in casa- un gol simile ci avrebbe fatto perdere la bussola e gli equilibri invece oggi siamo rimasti tosti sino al termine. Un allenatore deve fare delle scelte e  ho deciso per questo turn-over. Sapete che abbiamo obiettivi oltre al campionato e non dobbiamo rischiare infortuni. Non rimpiango nulla”.

-Il fatto che hai dovuto cambiare così tanto  in una partita così importante e che poteva valere il sorpasso non ti ha dato fastidio?

“No. Ho talmente fiducia nei ragazzi che hanno giocato che il problema non si pone. Ci è mancato il gol, se avessimo segnato non eravamo qui a parlare di rimpianti. Ma è giusto analizzare la partita. Se ho fatto certe scelte è perché c’erano dei motivi validi. Non avrei timore ad ammettere se avessi sbagliato qualcosa, ma non è il caso. Come tutte le squadre di fronte a una settimana inglese programmiamo gli sforzi. Ho deciso di giocare le prime due partite (Servette e GC) con la stessa formazione per poi fare cambiamenti alla terza. Il Basilea ha cambiato cinque elementi giovedì e cinque oggi, hanno un altro tipo di rosa. Bisogna riuscire anche a valorizzare chi gioca meno.”

-Ritenevi più importante le prime due partite di quella odierna?

“Sicuramente. Ogni sfida è importante ma non deve mai passare nella testa dei miei ragazzi il dubbio che io non abbia fiducia in qualcuno. Conto su tutti e anche oggi le scelte sono state fatte in piena consapevolezza e fiducia in chi scendeva in campo”.

-Vi siete giocati il sorpasso sul Basilea davanti a 3’300 spettatori: ti da fastidio questa cosa?

“Noi ce la mettiamo sempre tutta per convincere la gente a venire. A volte ci riusciamo altre volte meno. Sono convinto che in semifinale di Coppa riempiremo lo stadio. Noi dobbiamo cercare di vincere il maggior numero di partite possibile poi se la gente preferisce fare altro non è colpa nostra. Abbiamo la coscienza a posto di lottare su ogni pallone per convincere il pubblico a venire a Cornaredo.”

-Visto il secondo tempo che avete disputato il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.

Penso che il Lugano sia entrato in campo con l’atteggiamento giusto. Poi abbiamo sofferto un po’ il contraccolpo della rete subita. Loro hanno giocato in maniera diversa senza nessuno all’ala destra ma con Stocker che andava, Ndoye ha fatto l’attaccante e quella situazione ci ha messo un po’ in difficoltà. Poi da quando abbiamo sistemato le cose, e non era evidente, non ci hanno più creato problemi. Il rammarico è proprio quello, altre volte abbiamo sofferto di più”.

-Quanto è frustrante portare a casa zero punti contro un Basilea che è parsa squadra da metà classifica?

Non sono per niente d’accordo con la tua affermazione. L’impressione che hanno dato è stata dovuta al buon Lugano che si sono trovati davanti. Il Basilea ha in rosa giocatori veri, penso a Chalov, Ndoye, Stocker, Millar e una panchina con gente che sarebbe titolare in tutte le altre squadre. Davanti hanno un potenziale che confronto al nostro fa paura. Poi che non sia la loro stagione sono problemi loro ma non venite a dirmi che sono una squadra di metà classifica perché non ci crederò mai. Il calcio è questo; a volte magari abbiamo preso punti non meritati e ci sta che oggi un punto avremmo dovuto portarlo a casa, ma bisogna accettare la sconfitta. Bisogna saper perdere”.

-Hai inserito alcuni giocatori pochi impiegati per portarli alla pari degli altri in vista degli impegni di Coppa svizzera?

“Tutti i giocatori hanno bisogno di minuti e di arrivare alla semifinale di Coppa in condizione. Ho fatto scelte anche per questo, ho cercato di mettere del pepe con Amoura e Belhadj ma anche con altri. A volte riesco oggi non sono riuscito. Ma non è facile entrare a partita in corso e contro il Basilea. Pure Valenzuela può essere un aiuto importante ma ha bisogno anche lui di minuti e di capire il campionato. Bottani e Ziegler sono entrati bene. In sostanza bisogna lavorare. Anche la partita difensiva di Rüegg mi è piaciuta. Non è facile affrontare Millar, è un attaccante devastante e lo si è visto nell’azione del gol. E’ un giocatore che fa la differenza e l’abbiamo controllato bene salvo che in quel frangente.”

-Ad Hajrizi presente anche lui in conferenza stampa viene chiesto cosa è successo sul primo gol, abbiamo visto Millar fare tantissimo con la palla al piede e non siete riusciti a fermarlo. E’ mancata comunicazione?

“Mi ha puntato, io ero in area e se lo toccavo era rigore. Ha fatto bene lui e tra noi forse è mancata un po’ di comunicazione.”

-L’assenza di Maric l’avete avvertita, forse è proprio lui il leader e dà tranquillità?

“Certamente con Mjiat in campo è diverso, la sua esperienza aiuta tutta la squadra. Si è visto che con lui cambia tutto. Anche Fabio e Reto hanno molta esperienza e carisma, io sono giovane e tutti i giorni con loro imparo qualcosa.”

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