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Calcio

Croci-Torti: “Stavolta la nostra panchina ha fatto la differenza”

C’è soddisfazione nello spogliatoio del Lugano a fine partita. Il primo incontro casalingo del ritorno è sempre carico di insidie, specie quando affronti l’ultima della classifica e molti danno per scontati i tre punti. Ma nel campionato di Super League a dieci squadre -e lo insegna la storia degli ultimi anni- di scontato non c’è nulla. Ogni match può essere vinto, pareggiato o perso al di là della banalità dell’assunto. L’affermazione odierna, fortemente voluta da squadra e staff, è il miglior viatico per l’importante settimana che proseguirà giovedì con la trasferta di Coppa a Thun e domenica con la sfida del Letzigrund contro la capolista Zurigo. Ma torniamo al match contro il Lucerna. In sala stampa mister Croci-Torti ha il volto sorridente e risponde così alla prima domanda che paragonava la partita odierna a quella di sabato a Berna quando un solo errore era stato determinante, invece oggi la panchina ha fatto la differenza.

Sicuramente questa sfida con l’effettivo di settimana scorsa non l’avremmo vinta. Sono sempre trasparente con voi: quest’anno lo Zurigo è l’esempio primordiale e anche ieri ha vinto con i cambi come aveva fatto l’YB contro di noi sette giorni or sono. Il calcio di adesso con le cinque sostituzioni vuole che tu possa gettare nella mischia gente fresca e di valore. L’intensità che diamo sin dai primi minuti è sempre alta  se vogliamo riuscire a giocare in una determinata maniera. Anche oggi non abbiamo difeso basso ma siamo stati alti ed è normale che certi giocatori alla distanza calino e abbiamo bisogno di cambi; di gente però che abbia questa fame  come hanno dimostrato oggi i ragazzi che sono subentrati. Dunque sono molto contento e come vi ho detto due giorni fa sono soddisfatto dei ragazzi che la società mi ha messo a disposizione perché prima della qualità vedo fame ed è quello che conta”.

Sei soddisfatto di come è stata gestita la partita?

“Sono molto contento perché secondo me dopo un inizio dove non eravamo molto precisi, abbiamo preso in mano la partita. Sono soddisfatto anche perché dopo la doccia fredda del loro pareggio che ci ha un po’ spiazzato, la squadra non si è lasciata abbattere, ha faticato un po’ a reagire ma non l’ho mai vista in difficoltà, non ho notato grandi occasioni create dal Lucerna. Ma la cosa più bella è che negli ultimi 15 minuti ho visto coraggio, la squadra -così come il sottoscritto- sapeva che non vincevamo dal 5 dicembre (2-0 con il Sion n.d.r.) e c’era grande voglia di tornare a conquistare i tre punti. L’abbiamo proprio voluta vincere e quando un allenatore vede i suoi ragazzi avere quel coraggio e quella determinazione di cercare la vittoria non può che essere soddisfatto.”

-Non è mancato un po’ di ritmo rispetto al Lugano che si era visto nel girone di andata?

“Bisogna ricordare che questa era solo la seconda partita del girone di ritorno e per alcuni elementi chiave (penso a Maric, Sabbatini e Custodio) era addirittura la prima dopo la pausa invernale. Inoltre il Lucerna è l’unica squadra del campionato che gioca attualmente con un rombo a metà campo; è difficile trovare spazi centrali e abbiamo cercato di trovarli sugli esterni. Non è mai facile contro il Lucerna riuscire a dare continuità di ritmo. Puoi anche avere ragione ma penso che sia stato più un problema dovuto a errori  tecnici e di scelte: ne abbiamo commessi più del solito. “

-Rüegg abbiamo intravisto che giocatore è: molto interessante, vero?

“Se ho scelto di inserirlo come primo cambio è perché in questi giorni ho visto che la gamba poteva tenere almeno 20-25 minuti. E’ un elemento forte, ve l’avevo detto, e sono convinto di ciò. Quando uno a 20 anni diventa capitano dello Zurigo e per due anni porta la fascia della nazionale U21 vuol dire che qualcosa ha e non siamo noi a scoprirlo. Come ho sostenuto quando prendi un giocatore del genere l’importante è sapere che fame abbia. Se uno viene a Lugano perché è solo convinto di rilanciare se stesso non va bene. Invece in lui e nelle sue parole ho sempre visto un giocatore che metteva la squadra al primo posto ed è la ragione che ha fatto sì che abbia cercato in tutte le maniere di forzare il suo arrivo in Ticino”.

-Anche Selassie è entrato con grande personalità e ha svoltato la partita, prima con una bella azione e tiro alto e subito dopo con una conclusione vincente sul secondo palo da posizione non facile.

“Maren è un ragazzo che si è presentato a Lugano molto bene. Tante volte la fiducia dell’allenatore arriva dopo quella dei compagni. Per esempio Bottani, che è qui presente, già dopo i primi allenamenti mi ha detto che il nuovo arrivato era forte e capace di giocare. Quando i tuoi leader vedono qualità nei nuovi compagni è anche più facile dargli fiducia. Haile-Selassie ha fatto molto bene in Challenge League quest’anno a Neuchatel e vedendo che la difesa del Lucerna cominciava a esser stanca per star dietro ai continui strappi di Bottani e Celar, ho pensato di provare a girare la partita inserendo dei ragazzi che hanno nell’esplosività la loro arma migliore. Anche Aliseda, pur non essendo ancora al top fisicamente, secondo me ha disputato una discreta partita”.

-A proposito di Bottani ti piace di più quando gioca a fianco di celar a una decina di metri più dietro?

“Mattia mi piace sempre”.

Lo stesso giocatore che era presente alla conferenza stampa chiosa sorridendo “lo dice perché sono presente”. Alla domanda sul ruolo il numero dieci risponde:

“Col mister ho grandissima libertà di muovermi come desidero. Oggi giocavamo con due mezze punte Lovric ed io. Viste le sue caratteristiche ho preferito alzarmi  lasciando maggior spazio a Sandi. Sono cose che in campo si fanno cercando di dare il meglio per la squadra. A me piace svariare su tutto il campo, oggi l’ho fatto meno. Il mister mi lascia ampia libertà e mi va bene così”.

-Mister venerdì avevi già detto che vincere contro il Lucerna avrebbe permesso di affrontare la sfida di Thun con un altro spirito, cambia tutto?.

L’ho detto prima e lo confermo: il risultato positivo fornisce sempre grandi motivazioni . Inoltre a me mancava tantissimo vincere, era dal 5 dicembre che non succedeva ed è lontano. La partita odierna è forse quella che ho sentito maggiormente nei sei mesi da quando siedo come allenatore sulla panchina bianconera. Avevo veramente voglia di vincere e sapevo che questo match poteva darci slancio e consapevolezza ancora maggiori per la sfida di Coppa. Quella di Thun sarà una partita comunque difficile nella quale non si vedrà la differenza di categoria. Per passare il turno dobbiamo avere più voglia di vincere di loro. Comunque arriviamo alla Coppa con dei pensieri positivi, la settimana scorsa abbiamo giocato all’altezza dell’YB in casa loro e oggi abbiamo fatto vedere che siamo più forti del Lucerna, quindi andiamo a Thun con lo spirito giusto”.

-Saipi non è stato perfetto sulla rete del pareggio lucernese, pensi a una staffetta in vista della Coppa?

“La verità è che domenica a Zurigo in campionato giocherà sicuramente Saipi. Non è un errore che mi toglie il sonno o mi fa revocare la fiducia a un portiere. Poi la situazione della Coppa svizzera è particolare, ho sempre fatto giocare il secondo portiere. Vediamo in questi giorni. Errare è umano, Saipi è giovane e se vogliamo che diventi un portiere forte bisogna avere il coraggio e la serenità di dargli fiducia.”.

-Bottani, al di là del fatto che il sintetico non è il terreno che preferisci,  tu e Sabbatini avete un conto in sospeso con la Coppa svizzera?

“Sapevo che me lo avreste ricordato (ride). Ho un conto in sospeso soprattutto io, Sabba nemmeno se la ricorda la finale di Zurigo visto che gli era arrivata subito dopo la botta in testa a Vaduz. Ho tanta voglia di rivincita, ci tengo particolarmente. La Coppa è una cosa a parte dal campionato e abbiamo voglia di vincere. Sappiamo che sarà difficile ma siamo carichi”.

-Mister vi può aiutare la partita che avevate vinto sul sintetico di Neuchâtel contro lo Xamax?

“Ogni match ha la sua storia, purtroppo noi alla Stockhorn Arena  non abbiamo avuto tanti ricordi positivi. Mi brucia ancora un’eliminazione da parte del Thun proprio in Coppa dove  noi eravamo sicuramente una squadra molto più forte di loro. Le sensazioni sono simili: non possiamo sbagliare partita. Non desidero mettere pressione sui ragazzi ma sappiamo che siamo una squadra di Super League, che occupa meritatamente il quarto posto e non possiamo nasconderci, non fa parte del nostro DNA, dobbiamo andare a superare il turno.”

-Per tornare al campionato avere 21 punti in più rispetto all’ultima; non sarebbe ora di smetterla di parlare di salvezza?

No. Al momento in cui raggiungeremo i 42 punti vi giuro che non mi sentirete più parlare di salvezza. Andiamo avanti positivi a giocarci partita per partita e adesso siamo focalizzati veramente su Thun, è la storia del club che fa sì che dobbiamo puntare tutto su giovedì. Poi avremo una bella partita a Zurigo”.

-Farai un turn over?

“Dobbiamo valutare come al solito le condizioni fisiche dei ragazzi. Giocherà chi ha più gamba. Quanto al terreno sintetico non è un problema la formazione che andrà a giocare, ma semmai le conseguenze sulle gambe dei ragazzi per la partita successiva. Il problema quindi sarà chi scenderà in campo tre giorni dopo al Letzigrund.”

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