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Calcio Femminile

Sandra Petrova: ” Da mio padre ho preso la passione per il calcio. L’obiettivo è vincere il campionato con l’Ascona”

Qualcuno nel mondo pensa ancora che il Calcio sia roba solo per uomini duri, tralasciando invece la netta crescita del movimento femminile. Quest’oggi, grazie alla collaborazione di allascopertadelcalciofemminile.ch, abbiamo avuto il piacere di intervistare Sandra Petrova dell’Ascona.

Da quanto tempo giochi a calcio? Raccontaci come è nato il tuo rapporto con questo sport.

Ho iniziato a giocare a calcio quando ero piccola, avevo 7 anni, quindi sono 23 anni che pratico questo meraviglioso sport. La passione per il calcio è nata grazie a mio papà: da piccolina mi portava sempre al campo e quindi è stato facile iniziare a giocare. Inizialmente ho cominciato con i ragazzi perché nel locarnese non c’erano squadre femminili, poi nel corso degli anni sono nate alcune società e così all’età di 12 anni ho continuato il mio percorso nell’Ascona femminile.

Cosa significa il calcio per te?

Il calcio per me è tutto. È passione, è divertimento, è sfogo, è diventato ormai una parte di me alla quale non riesco a rinunciare. In questo periodo di pausa mi sono resa ancora più conto di quanto mi piaccia giocare e di quanto questo sport sia fondamentale per me. Non riuscirei ad immaginare la mia vita senza calcio!

Raccontaci che squadra è l’Ascona

L’Ascona è una squadra composta da ragazze che hanno una grande voglia di giocare a calcio e per riuscire a fare ciò fanno tanti sacrifici. Ci sono tante ragazze che studiano in Svizzera interna ma che nonostante ciò non perdono una partita dimostrando la loro passione per questo sport. Parlando di squadra posso dire che l’Ascona ha veramente un bel gruppo: cerchiamo sempre di organizzare anche delle attività extra calcistiche in modo da poter stare insieme anche fuori dal campo. Sono davvero contenta di fare parte di questa società.

Quali obiettivi vi siete imposti per quando ricomincerà il campionato?

L’obiettivo per la ripresa del campionato è solo uno: VINCERE. Quest’anno la squadra ha dimostrato un grande affiatamento in campo e un bel gioco e direi proprio che ci meritiamo di vincere questo campionato.

Siete l’unica squadra ticinese nel vostro girone, come vivi la trasferta?

Le trasferte sono diventate un’abitudine ormai, sono 17 anni che passo le domeniche sul bus. Chiaro che a volte pesano perché passi tutta la giornata fuori casa e quindi rinunci anche alla tua vita privata ma tornare a casa con i 3 punti ti fa dimenticare il sacrificio.

Domanda provocatoria: le ragazze che giocano a calcio sono tutte “maschiacci” cosa rispondi?

Purtroppo ancora molte persone la pensano così; ma per fortuna negli ultimi 2 anni le cose stanno cambiando e il calcio femminile viene visto con occhi diversi. A chi la pensa ancora così posso solo dire che, come per qualsiasi cosa nella vita, l’aspetto non conta; l’importante è fare ciò che ti fa stare bene e poi chi l’ha detto che il calcio è solo uno sport per uomini?

Cosa consiglieresti ad una bambina che ha appena iniziato a giocare?

Quello che posso consigliare è di divertirsi il più possibile con questo sport e di portare avanti questa passione nonostante le difficoltà che troverà nel proprio percorso.

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