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Calcio

Jacobacci su Lugano-Young Boys: “È normale sia difficile, ma dobbiamo crederci”

Il bizzarro calendario di questo campionato pandemico proporrà per il Lugano tre incontri consecutivi a Cornaredo. Saranno di scena domenica l’YB, mercoledì 17 il Servette e domenica 21 il Lucerna. In vista della sfida con i campioni svizzeri la squadra si è allenata venerdì mattina ed effettuerà la rifinitura domani sempre alle 11. Sicuri assenti saranno Guerrero (squalificato) e Maric che si sta riprendendo dall’infortunio muscolare e che potrebbe tornare a disposizione per il match con il Servette. Bottani si è allenato regolarmente e farà probabilmente parte dei convocati per domenica.

Commentando la situazione il tecnico Maurizio Jacobacci ha detto in conferenza stampa che: “abbiamo a disposizione la rosa quasi al completo e questa è una bella cosa. Anche Ardaiz è rientrato col gruppo dopo la quarantena precauzionale. Abbiamo l’imbarazzo della scelta e qualche giocatore dovrà accomodarsi in tribuna. Dispiace sempre ma possiamo puntare ogni partita solo su diciotto giocatori. Vedremo di valutare bene chi mandare in campo e chi portare in panchina.”

-Oss potrebbe farcela ancora visto che ha fatto 90′ sul campo pesante di Lucerna e che non giocava da parecchio tempo?

“Da quel che ho visto tutti i ragazzi hanno recuperato abbastanza bene dalle fatiche di mercoledì. Tra ieri e oggi con chi ha giuocato abbiamo fatto un lavoro di scarico, domani anche l’ultimo allenamento sarà tranquillo. Credo che ci sia tempo sino a domenica di recuperare al cento per cento.”

-Dopo tre settimane torna a Lugano lo Young Boys sempre più leader del campionato: una partita molto delicata?

“Una sfida nella quale non abbiamo nulla da perdere, si tratta di un’opportunità per scendere in campo e fare la nostra partita. Mi aspetto una prestazione all’altezza dell’ultima quando pur perdendo 2-0 avevamo disputato un’ottima gara mettendo in difficoltà l’YB. Ci vorrà lo stesso atteggiamento per poter dire la nostra e -perché no?- credere nell’impresa. Vogliamo metterci del nostro per rendere difficile il loro compito, certo ci vorrà una prestazione ottimale sia sul piano difensivo sia su quello offensivo quando ci capiteranno le opportunità per ripartire in velocità.”

-Loro hanno già un bel vantaggio in classifica e giovedì scenderanno in campo contro il Leverkusen in Europa League. Credi o speri che in qualche modo possano mollare un attimino?

“Come sappiamo l’YB potrebbe mettere in campo due squadre di ottimo livello. Sicuramente Nsame giocherà contro di noi perché squalificato in EL, stessa cosa dicasi per Camara. Davanti probabilmente ci sarà Mambimbi; Zesiger pare abbia un piccolo problema fisico, ma le alternative per Seoane sono incredibili. Sulla fascia sinistra può schierare elementi di primissimo livello come Ngamaleu o Sulejmani, dall’altra parte Fassnacht. A centrocampo i vari Aebischer, Lauper, Rieder. Quanto ai laterali possono giocare Garcia, Lefort, Maceiras. Ma noi dobbiamo pensare solo dove possiamo metterli in difficoltà specie quando avremo palla per  creare superiorità numerica per ripartire.”

-Lei ha detto che il Lugano non ha niente da perdere ma vuole tornare a vincere dopo i due pareggi con Vaduz e Lucerna. Il pari è un risultato che si ripete molto: se avesse solo tre punti a disposizione nella prossima settimana preferibbe vincere una partita e perdere le altre due o finire con tre pareggi?

“Perdere non mi piace mai. Mi auguro che possiamo già vincere con l’YB domenica. Ma c’è sempre anche in campo un avversario che vuole impedirtelo. Se non riusciremo riprenderemo con lo stesso spirito il mercoledì successivo dopo contro il Servette. Giochiamo tre volte in casa e disideriamo iniziare una serie di vittorie come abbiamo fatto in passato. Noi entriamo sempre in campo per vincere, lo abbiamo fatto anche a Lucerna. L’inizio è stato a nostro favore con il tiro di Sabbatini dopo 1′ sul quale il portiere Müller ha fatto un grande intervento con il piede. Peccato perché si sarebbe potuto andare in vantaggio subito. Loro hanno avuto la doppia conclusione sventata da Baumann, ma fino al rigore siamo stati più propositivi noi. E’ vero che dopo il nostro vantaggio il Lucerna ha dovuto accelerare e pressare più alto. Noi quando abbiamo la palla a livello di difesa dobbiamo trovare maggiormente i passaggi sui centrocampisti o sui laterali per poter abbordare con maggior qualità la fase offensiva. Lì dobbiamo migliorare. Mercoledì sera sul terreno innevato e parzialmente ghiacciato e con la neve che disturbava la visuale, non era facile giocare i palloni in verticale a centrocampo o lanciare con precisione le punte. In generale comunque sui recuperi palla dobbiamo migliorare la circolazione. Di qualità a centrocampo ne abbiamo abbastanza, bisogna perfezionare i tempi e la precisione delle giocate.”

-Come si fanno a migliorare le cose che non vanno quando si gioca ogni tre giorni e quindi il tempo per allenarsi è ridotto?

“Si cerca di proporre in campo qualche accorgimento. Oggi abbiamo lavorato sulla tattica e domani riproporremo certi concetti. Abbiamo anticipato i tempi rispetto alla partita di domenica curando l’aspetto difensivo e i posizionamenti quando avremo il pallone. Per i giocatori le situazioni visualizzate sul campo in allenamento restano maggiormente impresse rispetto a quelle sulla lavagna o ai video.”

-Davanti Abubakar è ormai diventato un punto fisso nel tuo schieramento. Ti aspetti da chi gli giocherà accanto, i vari Gerndt e Lungoyi, un salto di qualità?

“Chi affianca ‘Abu’ deve saper duettare con lui e con i centrocampisti per ricevere palla. Lui non è un attaccante fisso all’Ardaiz che rimane lì davanti e cerca subito la porta, ma uno che svaria spesso a destra e a sinistra. Io gli chiedo di rimanere un po’ più centrale perché sulle fasce abbiamo altri elementi che devono inserirsi. Abubakar deve essere pronto a ricevere i cross o i passaggi centrali; è bravo anche con la spalle alla porta sa gestire gli uno-due e farsi valere. Ma si lancia anche nello spazio come ha fatto contro il Lucerna sfruttando la bella palla messa in profondità da Guerrero. Chi gli sta attorno deve farsi valere per evitare che l’attenzione dei difensori sia solo e tutta per Abubakar”.

-Il Lugano è la squadra che ha ottenuto il maggior numero di pareggi nei vari campionati europei. C’è una spiegazione?

“Se osserviamo le partite disputate non è che i pareggi siano arrivati per scelta tattica. Col Vaduz ci siamo trovati in svantaggio dopo quaranta secondi. Una circostanza che non dovrebbe mai accadere, bisogna essere concentrarti sin dall’inizio e lì qualcosa abbiamo sbagliato. Contro il Basilea è una partita che è stata pareggiata ma che in condizioni normali, con il nostro vantaggio a 3′ dalla fine,  doveva vederci portare a casa i tre punti. Nessuno avrebbe avuto da ridire se avessimo vinto visto quanto avevamo proposto in campo. Diversi pareggi potevano essere delle vittorie, così come alcuni poteva trasformarsi in sconfitte: penso a Zurigo quando siamo rimasti in dieci per  più di mezzora o a Vaduz quando loro hanno segnato su rigore (altrimenti non ci avrebbero mai fatto gol) e noi l’abbiamo riacciuffata nei minuti di recupero. Il pareggio (0-0) colto a San Gallo è arrivato in un match nel quale avevamo avuto occasioni clamorose vedi la traversa di Lungoyi o il mancato gol di Ardaiz con il portiere già a terra. Con i “se” non si fanno comunque le classifiche. Detto ciò sicuramente oggi avremmo dovuto avere almeno 30 punti, visto il campionato fatto. Il pareggio di Sion e quello di Basilea sono stati punti veramente gettati alle ortiche.”

-Avete comunque disputato il miglior girone di andata da quando il Lugano è tornato in Super League nel 2015. E un motivo di orgoglio per te e per i ragazzi?

“Si e questo deve essere uno stimolo considerando che avremmo potuto avere qualche punto in più. Ho detto ai ragazzi che 26 punti in 18 gare è un bel risultato ma che non deve essere un punto di arrivo, vogliamo fare un ritorno sulla falsa riga dell‘andata. Negli scorsi anni il Lugano ha sempre disputato ottimi gironi di ritorno, superiori alle prime parti di campionato. Mi auguro che questo sia un auspicio per i prossimi mesi. Non sarà facile ripetere l’andata ma è possibile”.

-Con 52 punti pensi che sareste in Europa?

“L’anno scorso non sono bastati: il San Gallo, che ha disputato un eccellente campionato, è giunto a 68 e il Basilea a 62. L’anno prima i renani arrivarono secondi con 71 punti. Quest’anno tutto si è ulteriormente livellato, ognuno può battere chiunque. Dal secondo all’ultimo in classifica le partite sono tiratissime. Si pensi al Lucerna che vince 3-0 col Servette in casa e tre giorni dopo perde 4-2 a Ginevra. O allo Zurigo che fa risultati contro squadre importanti e poi perde due volte con il Vaduz. Si vede che anche la squadra del Principato ha delle qualità e prende da esempio il Lugano e questa è una soddisfazione. Che ci siano avversari che cercano di imitarci nel gioco, nella disposizione in campo e nell’attitudine deve essere motivo di orgoglio.”

-Lei sa che domenica arriva alle 47 panchine per il Lugano ed è l’allenatore più longevo nella storia recente bianconera. Quanto la infastidisce e le dà pensiero, anche alla luce dei risultati che sta ottenendo, non sapere di poter arrivare ad esempio a 70 panchine?

“Non mi pongo questo tipo di domande. Parlo settimanalmente con il presidente ma non ci occupiamo del contratto. Ci sono giornalisti che continuano a tirare in ballo questa storia ma a me sta bene così: voglio concentrarmi sul campionato, partita dopo partita, sperando che i risultati continuino ad arrivare. La rosa che ho a disposizione ha acquisito una certa regolarità e livello in campo, ha una precisa identità che fa sì che i risultati arrivano. Anche giocando qualche volta meno bene del solito riusciamo a portare a casa punti. A Lucerna, tanto per restare alla cronaca recente, se non fossimo stati una squadra vera avremmo perso la partita. Per me la regolarità è la cosa più importante. Poi ci sarà tempo e modo di parlare anche del futuro. La società dovrà porsi il problema di cosa fare l’anno prossimo e con chi. Ma non è ancora questo il momento”.

-Quindi se nel frattempo arrivasse qualche club a farle un’offerta lei la prenderebbe in considerazione?

“Sì chiaramente ascolterei cosa hanno da propormi e il primo a saperlo sarebbe il presidente Renzetti che metterei al corrente della cosa.”

-All’HC Lugano è uscita la voce che ci sarebbero contatti con un altro tecnico per l’anno prossimo e l’allenatore Pelletier non l’ha presa benissimo, dicendo a Davos c’è uno che sta facendo peggio di me e gli hanno rinnovato il contratto. Sono ragionamenti che un allenatore fa?

“Ognuno ha il diritto di pensare quel che vuole. Io non penso così anche perché le realtà e le fattispecie sono diverse. Può dar fastidio quello che è emerso alla Resega con un allenatore in carica che cerca di fare i migliori risultati possibili e che negli ultimi tempi li sta facendo. Penso che per un tecnico la cosa migliore sia fare risultati, sul resto non può incidere. Se la società vuole cambiare lo farà con o senza risultati. La cosa più corretta sarebbe  però affrontare l’interessato e dirgli chiaramente: tu finisci il campionato al meglio e poi sentiti libero perché punteremo su un altro.”

http://www.fclugano.com

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