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Calcio

Il calcio italiano piange Osvaldo Bagnoli

(nella foto: Osvaldo Bagnoli – © Hellas Verona)

Il calcio italiano perde una delle figure più rappresentative della sua storia. È morto all’età di 91 anni Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che ha scritto la pagina più bella dell’Hellas Verona portando il club veneto a conquistare l’unico scudetto della sua storia nella stagione 1984-1985. Il tecnico si è spento questa mattina a Verona.

Nato a Milano il 3 luglio 1935, dopo la carriera da calciatore Bagnoli si affermò in panchina grazie alle sue qualità tecniche e a un carattere schivo, lontano dai riflettori ma capace di conquistare il rispetto dell’intero ambiente calcistico. Il capolavoro arrivò con il Verona, protagonista di una stagione entrata nella leggenda e considerata ancora oggi una delle imprese più sorprendenti mai riuscite nel campionato italiano.

La sua carriera proseguì poi con le esperienze al Genoa e all’Inter. Alla guida dei rossoblù riportò il club ai vertici, conquistando una storica qualificazione europea, mentre con i nerazzurri raggiunse la finale di Coppa UEFA nel 1994, confermandosi tra gli allenatori più preparati del panorama nazionale.

Negli ultimi anni aveva affrontato una malattia neurodegenerativa che ne aveva progressivamente compromesso le condizioni di salute. Nel 2017 la FIGC lo aveva inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, riconoscimento che celebrava una carriera costruita sui risultati e sui valori. Pochi mesi più tardi l’Hellas Verona lo aveva nominato presidente onorario, ulteriore testimonianza del legame indissolubile con il club.

La scomparsa di Bagnoli ha suscitato il cordoglio di tutto il mondo del calcio. Resta il ricordo di un allenatore che ha saputo dimostrare come organizzazione, idee e spirito di squadra possano superare ogni pronostico, lasciando un’eredità che va ben oltre uno scudetto e che continuerà a ispirare generazioni di tifosi e appassionati.

 

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