
L’89esima edizione del Tour de Suisse si presenta con un tracciato estremamente compatto e selettivo, costruito per non concedere tregua ai corridori. Sin dal primo giorno, la corsa promette battaglia vera, con un percorso che lascia pochissimo spazio al controllo e alla gestione.
Sondrio apre le danze: subito selezione
La partenza dall’Italia, con arrivo e partenza a Sondrio, introduce immediatamente la durezza della corsa. Il circuito, nervoso e ondulato, mette alla prova gambe e nervi, rendendo quasi impossibile un finale allo sprint.
I favoriti per la classifica generale sono chiamati a farsi vedere da subito, perché gli attacchi possono nascere in qualsiasi momento e la corsa rischia di spezzarsi presto.
Locarno e il Ticino: terreno per esplosivi
La seconda frazione, tra Locarno e il Lago Maggiore, porta il gruppo su percorsi brevi ma intensi. Le rampe finali, secche e ravvicinate, favoriscono corridori esplosivi capaci di cambiare ritmo con decisione.
Anche tra le donne il finale promette selezione: chi ha più brillantezza sulle salite corte potrà giocarsi il successo.
Bad Ragaz e la giornata tattica
La terza tappa introduce uno scenario più complesso. Tra lo St. Luzisteig, il passaggio nel Liechtenstein e la salita della Schwägalp, la corsa si accende a più riprese.
Per gli uomini potrebbe essere l’unica vera occasione per i velocisti, ma solo a condizione di resistere alle difficoltà intermedie. Le squadre dovranno gestire perfettamente energie e posizionamento.
La gara femminile, con un tracciato meno impegnativo ma comunque insidioso, lascia spazio alle ruote veloci… se la corsa non si accende troppo presto.
Aarburg: la prova contro il tempo
Il quarto giorno è dedicato alla cronometro individuale di 23 chilometri, identica per uomini e donne.
Su un percorso veloce e tecnico, gli specialisti possono fare la differenza, mentre gli scalatori dovranno limitare le perdite. È una tappa chiave per gli equilibri della classifica generale.
Villars-sur-Ollon: il verdetto finale
L’ultima frazione è la tappa regina. Il Col de la Croix diventa il cuore della corsa, con un percorso senza respiro fatto di continue salite e discese.
Le donne affrontano due passaggi del colle, gli uomini tre giri completi con oltre 4.000 metri di dislivello complessivo. Un terreno ideale per ribaltamenti fino all’ultimo.
Qui la gestione delle energie conta meno della capacità di resistere: è la giornata in cui la classifica si decide davvero.
Una corsa costruita per lo spettacolo
Il Tour de Suisse 2026 non concede tappe di attesa. Dalla prima all’ultima giornata, ogni frazione può lasciare segni profondi sulla generale.
Un percorso che premia i corridori completi e garantisce, fin da subito, una corsa aperta e imprevedibile.