(nella foto: Wout van Aert – © Team Visma | Lease a Bike)
Nell’arena brutale della Parigi-Roubaix 2026, dove la forza da sola non basta e la fortuna pesa quanto le gambe, a trionfare è Wout van Aert. Il belga spezza finalmente la maledizione dei piazzamenti e conquista l’Inferno del Nord al termine di un duello epico con Tadej Pogačar.
La corsa vive su ritmi altissimi sin dalle prime battute: niente fughe, gruppo compatto e tensione crescente fino al pavé. Il punto di rottura arriva, come spesso accade, nella Foresta di Arenberg. Qui il destino volta le spalle a Mathieu van der Poel, tradito da due forature che lo estromettono dalla lotta per la vittoria.
Davanti restano i migliori, ma è a cinquanta chilometri dall’arrivo che la gara cambia definitivamente volto: Pogačar e Van Aert rompono gli indugi e se ne vanno. Lo sloveno attacca, forza, prova a fare la differenza. Il belga resiste, sempre. Non cede, non si scompone, aspetta.
Il verdetto arriva nel tempio di Roubaix, il velodromo. È qui che Van Aert gioca la carta decisiva: sprint lungo, anticipato, perfetto. Pogačar resta sorpreso, non riesce a reagire. È il momento che vale una carriera. Alle spalle, Jasper Stuyven completa il podio, mentre van der Poel chiude quarto dopo una rimonta rabbiosa. Miglior svizzero Stefan Bissegger, ottavo al traguardo dopo una prova solida e sempre nelle posizioni che contano.