(nella foto: Gabriele Gravina – © FIGC)
Si apre una fase di profondo cambiamento ai vertici del calcio italiano. Dopo le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, anche Gianluigi Buffon ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di capo delegazione della Nazionale italiana, incarico assunto nell’agosto 2023.
La giornata si è aperta presso la sede della FIGC a Roma, dove Gravina ha incontrato i presidenti delle componenti federali, informando i rappresentanti della Lega Serie A, della Lega B, della Lega Pro, della Lega Nazionale Dilettanti, dell’Associazione Italiana Calciatori e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico ricevuto nel febbraio 2025.
Contestualmente, il presidente uscente ha provveduto a convocare l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC, fissata per il 22 giugno 2026 a Roma. La scelta della data, è stato sottolineato, è stata effettuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e con l’obiettivo di consentire alla futura governance di completare nei tempi previsti le procedure relative all’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.
Nel corso della riunione, Gravina ha inoltre ringraziato le componenti federali per la vicinanza e il sostegno ricevuti, sia pubblicamente sia in forma privata, e ha comunicato di essersi reso disponibile a intervenire in audizione l’8 aprile alle ore 11 presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, dove relazionerà sullo stato di salute del calcio italiano.
Sarà in quella sede che l’ormai ex presidente federale illustrerà in maniera articolata i punti di forza e le criticità del movimento calcistico nazionale, affrontando anche alcuni dei temi già toccati nella conferenza stampa successiva alla gara disputata dalla Nazionale a Zenica lo scorso 31 marzo. Gravina ha inoltre espresso rammarico per l’interpretazione di alcune sue recenti dichiarazioni sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, precisando che il suo riferimento riguardava esclusivamente le differenti normative, regolamentazioni e strutture di governance che caratterizzano i due ambiti.
Poche ore dopo le dimissioni di Gravina, è arrivata anche la decisione di Buffon, che ha formalizzato il proprio passo indietro con una lettera indirizzata al presidente federale. L’ex capitano azzurro, recordman di presenze con la maglia della Nazionale (175) e campione del mondo nel 2006, ha motivato la sua scelta come un atto di responsabilità e coerenza rispetto al nuovo scenario federale.
“Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro – ha scritto Buffon in un messaggio diffuso sui propri profili social – mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo”.
Nel suo messaggio, Buffon ha rivendicato il lavoro svolto nel tentativo di rafforzare il collegamento tra i diversi livelli del settore azzurro, dalle giovanili fino alla Nazionale Under 21, con l’intento di contribuire alla costruzione di un percorso strutturato per la crescita dei futuri talenti destinati alla Nazionale maggiore.
“Rappresentare la Nazionale – ha sottolineato – è un onore e una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore”.
L’ex portiere azzurro ha inoltre evidenziato di aver sostenuto l’inserimento di alcune figure di esperienza all’interno del progetto federale, nella convinzione che meritocrazia, competenza e specializzazione rappresentino elementi centrali per il rilancio del sistema.
“Porto nel cuore tutto – ha concluso Buffon – con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.
Le dimissioni di Gravina e Buffon segnano dunque un momento di svolta per il calcio italiano, che si prepara ora ad affrontare una nuova fase politica e organizzativa in vista dell’elezione del prossimo presidente federale e della ridefinizione degli equilibri all’interno della governance azzurra.
