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Hockey

Fine di un’era ad Ambrì: Duca e Cereda salutano, Lombardi si scusa

Dopo otto anni si chiude il ciclo che ha ridato identità all’HCAP. “Ci avete tagliato le gambe”, accusa Duca. “Sono arrabbiato con me stesso”, ammette Lombardi.

C’erano tutti e tre, seduti allo stesso tavolo, con il logo biancoblù cucito sulla giacca. Filippo Lombardi, Paolo Duca e Luca Cereda. Un’immagine che ha rappresentato la rinascita dell’Ambrì-Piotta negli ultimi otto anni, e che da oggi appartiene al passato.

Dopo oltre otto stagioni insieme, si chiude l’era Duca-Cereda: il direttore sportivo e l’allenatore lasciano il club leventinese, ponendo fine a una collaborazione cominciata nel 2017 e che ha segnato profondamente la storia recente dell’HCAP. La decisione è arrivata in seguito alle tensioni degli ultimi giorni, esplose dopo che la società aveva avviato contatti con l’ex coach del Friborgo, Christian Dubé, senza informare i due diretti interessati.

Lombardi: “Non ho capito la situazione. Il mio mandato è a disposizione”

A prendersi la responsabilità di quanto accaduto è stato il presidente Filippo Lombardi, che in una conferenza stampa convocata in fretta e furia alla Gottardo Arena ha ammesso gli errori di gestione:

«Sono arrabbiato con me stesso, non ho capito la situazione. Per la fiducia che c’era tra di noi bisognava affrontare la crisi sportiva in modo diverso. Mi sono scusato con Paolo e Luca, anche se le scuse non rincollano i pezzi del vaso».

Il presidente ha poi aggiunto:

«La squadra non sta performando come dovrebbe. La prima reazione, quando le cose vanno male, deve venire dalla squadra — ma finora l’abbiamo vista solo a tratti. È vero, abbiamo sondato alcuni allenatori, ma ho peccato di ingenuità. Le fughe di notizie hanno compromesso la fiducia. Mi auguro che Paolo e Luca possano superare questa amarezza. Il mio mandato è a disposizione».

Duca: “Una pugnalata alle spalle”

Visibilmente scosso, Paolo Duca non ha nascosto la propria delusione:

«Sono estremamente deluso per come sono andate le cose. Mi fa male. È stata una pugnalata alle spalle, dopo aver lottato fianco a fianco, gomito a gomito, in innumerevoli battaglie. Penso di essere sempre stato intellettualmente onesto e pronto al dialogo per il bene dell’Ambrì».

L’ex direttore sportivo ha chiarito che la decisione non è partita da lui:

«Ancora domenica scorsa abbiamo cercato il dialogo per capire come procedere, ma sono state prese decisioni diverse. Di fatto siamo stati esautorati. Non ce ne andiamo noi: ci avete tolto credibilità davanti alla squadra. La decisione è vostra. Sono le conseguenze delle vostre azioni».

Parole forti, pronunciate da chi per anni ha rappresentato l’anima e il cuore pulsante del club.

Cereda: “Orgoglioso di ciò che abbiamo costruito”

Più sereno nei toni, Luca Cereda ha preferito concentrarsi sul percorso condiviso:

«Ringrazio la società per avermi dato l’opportunità, nel 2017, di diventare l’allenatore della prima squadra. A fine aprile di quell’anno avrei firmato per otto stagioni e l’inizio di una nona. Sono fiero di tante cose: dell’aver tenuto unito lo staff per quasi nove anni, della qualificazione alla Champions League, della vittoria della Coppa Spengler e del passaggio dalla vecchia Valascia alla nuova Gottardo Arena».

Cereda ha poi aggiunto:

«Abbiamo sempre dato il massimo, risolvendo i problemi insieme. La squadra sta vivendo un momento difficile, ma non più di altri che abbiamo già affrontato. Ora tocca ai giocatori invertire la rotta: sono convinto che possano riuscirci».

Matte e Landry alla guida ad interim

In attesa di definire la nuova guida tecnica, la panchina biancoblù è stata affidata temporaneamente agli assistenti René Matte ed Eric Landry, che hanno già diretto l’allenamento di questa mattina in vista della delicata sfida di venerdì contro l’Ajoie.

Lombardi ha precisato che il CdA non ha esonerato formalmente nessuno, ma ha riconosciuto che la situazione aveva reso impossibile proseguire con la coppia Duca-Cereda.

«Non siamo in grado di presentare adesso un nuovo allenatore. Un conto sono i sondaggi, un altro conto sono le decisioni — e queste non sono ancora state prese», ha concluso.

Un addio che pesa

La fine del binomio Duca-Cereda segna la conclusione di un ciclo che ha dato tanto all’Ambrì: stabilità, passione e identità. Insieme hanno riportato entusiasmo in Leventina,centrato risultati importanti e accompagnato la squadra nel passaggio storico alla Gottardo Arena.

Ora si apre una nuova pagina, carica di interrogativi. Il futuro dirà se l’Ambrì saprà rialzarsi e ritrovare quello spirito combattivo che, per otto anni, ha incarnato il “metodo Cereda”.

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