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inline hockey

Nazionale U19 sul tetto d’Europa!

Foto – © Mauricette Schnider

Domenica scorsa, battendo in finale la Germania per 8 a 3, la Svizzera si è laureata campione d’Europa U19 nel palazzetto di Ternitz, in Austria. 

Grazie ad un percorso in crescita e un grande affiatamento sia in pista, che fuori, la selezione elvetica ha sbaragliato la concorrenza dimostrando la propria forza soprattutto sul piano mentale. Un europeo a quattro squadre, di cui solo due, Germania e Svizzera, possono davvero ambire al titolo. Troppo grande il divario con Gran Bretagna e Austria. L’assistent coach della nazionale, il “nostro” Daniele Costantini riassume l’esperienza europea con un inequivocabile: “fantastique!” 

Ebbene sì, l’armonia e la voglia di fare bene è stata il motore di questa nazionale, che Costantini definisce “un vero 4×4 made in Switzerland”. Come anticipato il mentale è stato decisivo: “Ognuno conosceva il proprio ruolo, e abbiamo comunicato con trasparenza decisioni e disposizioni tattiche” sempre Costantini. 

Durante i turni di qualificazione gli allenatori hanno fatto giocare tutti proprio con l’idea di risparmiare le forze e permettere ai giocatori selezionati di fare esperienza. Risultato, contro la Germania, sconfitta per 5 a 0 il venerdì e vittoria per 4 a 2 il sabato, mentre tutte le sfide contro Gran Bretagna e Austria sono state vinte nettamente e senza problemi. Con soli 2 campi di allenamento all’anno, lo staff della nazionale ha pochissimo tempo per affinare l’alchimia. Un’impresa possibile solo grazie a ruoli ben definiti e una giusta dose di empatia: “Alex Ducrot è stato l’organizzatore, Julien Ziegerli il tecnico, Stéphane Grandjean il collante, Rebecca Dawa ha curato mente e corpo. Io mi sono concentrato su coaching e aspetti mentali” mi spiega Costantini. Domenica, dopo aver facilmente battuto l’Austria in semifinale, la Svizzera si scontrava nuovamente contro la Germania per decidere chi avrebbe messo al collo la medaglia d’oro. I giovani tedeschi sono passati in vantaggio, ma dotati di pazienza e coesione, gli Svizzeri hanno approfittato di un passaggio a vuoto dei teutonici per realizzare 4 reti in meno di 4 minuti. Nell’inline hockey però tutto è possibile e così tedeschi hanno tentato di rientrare in partita, ma la prestazione di Simon Thevoz tra i pali e la disciplina dell’assetto difensivo svizzero hanno permesso di mantenere il vantaggio e addirittura di abbellire il risultato fino all’8 a 3 finale. Grande la gioia e la festa per questa vittoria frutto di abnegazione e sacrificio da parte di tutti. Menzioni speciali? “La leadership dei capitani Mika Thürler e Malo Schneider, il cuore di Tom Schneider e Juan Schweizer, la disciplina difensiva di Benjamin Moser, le prodezze del miglior giocatore della finale, il portiere Simon Thevoz e il potenziale enorme del giovane Davide Belloni, predestinato a diventare uno dei pilastri della nuova nazionale del2026,” visibilmente soddisfatto Costantini. 

Una vittoria meritata che lascia ben sperare per gli anni a venire, e che nelle parole di Costantini è interamente dedicata a Téo Grandjean, scomparso prematuramente: “Durante il torneo ho trovato ispirazione in Stéphane Grandjean; un papà dal cuore enorme pieno di cicatrici. Stéphane ha sempre indossato i pantaloncini, e sul polpaccio sinistro ha un tatuaggio dedicato al suo Téo, che ci ha lasciato all’inizio dell’anno. Vedere ogni giorno il tatuaggio di quell’uomo così impegnato per la nazionale è stata la mia fonte di energia e adrenalina. Grazie Stéphane!”

Destino opposto per le donne del Malcantone, che sempre a Ternitz hanno preso parte agli europei per squadre femminili. Le ragazze di Christian Sciarini hanno dato tutto, ma non sono riuscite ad impensierire la concorrenza europea, terminando al sesto e ultimo posto in classifica. La soddisfazione per le Svizzere è arrivata dal premio assegnato a Marilyn Bernhard, votata tra le migliori giocatrici del torneo. 

Nonostante la delusione, le malcantonesi hanno acquisito molta esperienza, che tornerà utile nel campionato svizzero dell’anno prossimo.

Torniamo in Svizzera. Dopo il Sayaluca, anche il Malcantone dice addio alla Coppa Svizzera 2025, sconfitto nuovamente dal Buix, vero e proprio tristo mietitore per le speranze ticinesi quest’anno. Eppure le cose si erano messe molto bene per Ronny Hurni e compagni, che, grazie alle reti di Marcel Müller e Dennis Gianini, hanno terminato il primo tempo avanti per 2 a 1. Ma è proprio sul finire del primo tempo, che gli animi si sono scaldati. In seguito a un tiro a gioco fermo scagliato da un giocatore del Buix su Damien Burri, i nervi sono saltati e così oltre a diverse penalità da entrambe le parti, la calma del gioco malcantonese è stata compromessa. Pare incredibile, ma bastano episodi relativamente innocui per mettere in agitazione questo Malcantone dal potenziale immenso, quanto fragile. Il Buix, che oltre al classico “trash talking” dispone anche di grande solidità difensiva e attaccanti spietati, ha piazzato un parziale di 6 a 2 nel secondo periodo, ipotecando l’accesso alla finalissima di coppa. Nel terzo tempo i padroni di casa hanno tentato il tutto per tutto, ma il solito Arthur Poully ha affondato gli artigli nella difesa ticinese, inerme contro tanta classe e concretezza. 5 gol per lui e un 11 a 6 finale, che premia la squadra più solida e, forse, duole dirlo, anche più affamata. “Complimenti a loro, hanno giocato meglio” ammette coach Schuler, che aggiunge con rammarico, “non importa quanta qualità hai, se la testa non c’è, non vai avanti.”

Nell’altra semifinale il Rossemaison si è mangiato in un solo boccone il Givisiez, sconfitto con un pesante 11 a 2, sinonimo di finale di coppa Svizzera, che questa volta sarà 100% giurassiana. 

Sabato, sempre il Malcantone, ha ospitato il Gerlafingen in quella che si è rivelata una pura formalità, in cui i ticinesi hanno spinto sull’acceleratore per realizzare il maggior numero di reti possibili, con l’intento di mettersi in buona posizione per lo sprint finale della stagione regolare. Risultato 18 a 1 per il Malcantone, in cui il top scorer ticinese Franco Briccola ha messo a referto la bellezza di 7 reti e 3 assist. Nonostante il punteggio non è oro tutto quello che luccica: “abbiamo subito almeno dieci contropiedi” conclude coach Schuler. Solo la modestia dell’avversario ha evitato ripetute capitolazioni. 

In LNB, continua il sogno salvezza di Capolago e Novaggio. Sulla pista amica di Capolago, gli uomini di Nicholas Bosisio hanno ospitato l’Ajoie. Dovevano essere tre punti per continuare a sperare e tre punti sono stati. Disciplinati in difesa e concreti in attacco, i padroni di casa hanno dovuto comunque attendere il terzo tempo per chiudere la contesa sul punteggio di 8 a 3. “Finalmente siamo riusciti a tenere in mano il pallino dal primo all’ultimo minuto” mi spiega coach Bosisio. “La prossima partita sarà il derby contro il Novaggio contro cui arriviamo in fiducia e che vogliamo fare nostro!” 

Impegnato in un Doppelspiel insidioso, il Novaggio è riuscito a sconfiggere l’avversario diretto Buix II, senza faticare troppo con un netto 11 a 4. Domenica, invece, nel palazzetto di Bienne, partita non c’è mai stata. Subito costretti a rincorrere nel punteggio, gli ospiti hanno sofferto tantissimo il fondo ultraliscio e perfetto del palazzetto, diametralmente opposto a quello ormai fatiscente e in rapido declino del Novaggio, in cui addirittura i passaggi diventano proibitivi. Alla fine un 8 a 1, che capitan Baggiolini commenta così: “loro non sono dei fenomeni, ma su quel fondo noi siamo proprio nulli”. Complice la doppia sconfitta del Rossemaison II, il destino delle ticinesi è tutt’altro che segnato. Se è vero che il Capolago deve comununqe sperare che tutte le avversarie dirette perdano, il Novaggio può farcela con le proprie forze. 

Programma, risultati e classifiche su www.fsih.ch

Simon Majek 

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