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Calcio

Il Basilea è ufficialmente campione svizzero, per la 21. volta

(nella foto: Fabio Celestini  – © FC Basel 1893)

Ci sono serate che non hanno bisogno di gol per cambiare la storia. Lo 0-0 tra Servette e Young Boys ha infatti avuto il peso di una vittoria — per qualcuno che non era nemmeno in campo. È bastato un pareggio senza emozioni offensive per accendere l’entusiasmo a Basilea, dove Shaqiri e compagni, con un giorno di ritardo rispetto al loro successo contro il Lugano, hanno potuto far partire i cori e lo champagne: la Super League svizzera torna ufficialmente a tingersi di rosso e blu.

Con undici punti di vantaggio sul Servette e appena tre giornate ancora da disputare, i renani hanno ottenuto l’aritmetica certezza di un trionfo atteso da tempo. Il 21° titolo nazionale è realtà. Un titolo che sa di liberazione: l’ultima volta che Basilea aveva alzato al cielo il trofeo era il 2016/17, prima di vivere un’era di transizione, dominata dallo strapotere dello Young Boys e da qualche rimpianto europeo.

Questa stagione, invece, ha avuto un copione diverso. Con il ritorno a casa di Xherdan Shaqiri, uomo simbolo e leader tecnico, la squadra ha ritrovato identità, qualità e fame. Attorno a lui, una rosa ben costruita ha saputo mantenere costanza e lucidità nei momenti decisivi. I numeri parlano chiaro: miglior attacco, miglior difesa, imbattibilità nei big match e un rendimento in crescendo nel Championship Group.

Ma il successo non è stato solo merito dei nomi altisonanti. Il tecnico Fabio Celestini ha saputo mescolare esperienza e gioventù, disegnando un Basilea equilibrato e ambizioso, capace di non perdersi nei passaggi a vuoto che invece hanno frenato le rivali.

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