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inline hockey

Paura e delirio nell’inline hockey

Da tempo immemore il nostro sport preferito ci regala emozioni e stati d’animo contrastanti come solo poche passioni sanno fare. Ma nella mia lunga carriera di giornalista dell’inline hockey non ricordo un fine settimana così drammatico, folle e ricco di sorprese come quello scorso. 

La paura. Dopo aver perso in rimonta sulla pista del Rothrist gara 2 dei quarti di finale per il titolo, il Sayaluca aveva cominciato nel migliore dei modi la “bella” e decisiva partita nel Palamondo di Cadempino. In poco più di 10 minuti, i ragazzi di Renzo Ricci hanno inferto un pesante parziale di 4 a 0 agli argoviesi, incapaci di reagire e totalmente in balia dei motivatissimi luganesi. Ecco allora che Philipp Walser del Rothrist carica violentemente il giovane Riccardo Bardocci, la cui caviglia si spezza in modo scomposto lasciando ai presenti una scena agghiacciante e indelebile davanti agli occhi. Ambulanza per la giovane promessa ticinese e penalità grave di partita al gretto gigante argoviese. Una decisione che non va giù all’allenatore del Rothrist, che contesta, si rifiuta di mettere la squadra in pista e dunque perde 5 a 0 a tavolino e tutti a fare la doccia. In realtà, un sollievo generale visto che dopo un fattaccio del genere, nessuno aveva più voglia di giocare a inline. “Meglio non aver giocato” conferma coach Ricci “sarebbe stata una carneficina”. Ricci parla per il bene del nostro sport e aggiunge “quell’uomo va fermato. Certi giocatori non dovrebbero esistere”. Con questo forfait il Sayaluca passa in semifinale, dove sabato 19 ottobre alle 17.00 al Palamondo di Cadempino ospiterà il Givisiez per gara 1. “Sarà una bella serie contro una bella squadra” conclude Ricci. 

Delirio puro nella serie dei quarti di finale tra il Malcantone e il Buix. Conquistata facilmente gara 1 davanti al pubblico di Cassina d’Agno, capitan Hurni e compagni si sono letteralmente sgretolati sulla pista dei giurassiani in gara 2. Sotto per 1 a 0 al termine del primo tempo, i malcantonesi hanno lasciato la testa negli spogliatoi facendosi annientare su un pesantissimo 9 a 1 finale. Con i contatori a zero e neanche 24 ore dopo, cominciava la “bella” nuovamente a Cassina d’Agno. Convinti e implacabili, i ticinesi hanno preso d’assalto la porta del Buix, che per quasi 30 minuti è stato a guardare subendo un parziale incredibile di 6 a 0. Partita chiusa e Malcantone qualificato per le semifinali, giusto? Non così in fretta. Grazie a due superiorità numeriche e una rete del solito Arthur Poully, i giurassiani hanno dimezzato lo scarto sul 6 a 3 prima del secondo riposo. Nel terzo tempo, il Malcantone è parso spento e passivo, lasciando le redini del gioco in mano agli ospiti. Ciononostante, la squadra di Kevin Schuler affrontava gli ultimi due minuti di gioco avanti per 7 a 5, con una fiducia ritrovata grazie all’ottimo pressing degli attaccanti. Invece, al 58.18 un tiro al volo di Houlmann perfettamente servito dal sempreverde Grégory Koulmey portava a -1 i giurassiani, sinonimo di brividi freddi per la difesa ticinese. Sempre lui a soli 23 secondi dal termine si inventava una rete improbabile da un’angolazione impossibile, rinviando la decisione ai supplementari. Ormai imbambolati e privi di iniziativa propria, Demian Burri e compagni hanno visto tutti i sogni di gloria infrangersi sul tiro di Neuenschwander, ancora una volta assistito dall’eterno Grégory Koulmey. Quest’ultimo festeggia un’insperata qualificazione per le semifinali, concedendosi una meritata affermazione di autocelebrazione: “vedi che non ho perso la manina…”. 

Un exploit pazzesco, una rimonta assurda, che termina anzitempo la stagione del Malcantone, uno dei favoriti al titolo svizzero, che può consolarsi con la vittoria in coppa Svizzera e coppa Europa. Comprensibile lo scoramento del timoniere del Malcantone, Kevin Schuler: “Dopo la partita sono scappato, non volevo vedere né sentire nessuno. Mi dispiace finire la stagione in questo modo e spero di non aver disputato la mia ultima partita con questo gruppo. Ringrazio i ragazzi per l’impegno in questi dieci mesi di duro lavoro”. Sconfitte amare che però permettono soprattutto ai giovani di crescere. “A questo punto il Sayaluca merita di vincere il titolo e auguro loro buona fortuna!”  conclude Schuler. 

Il vero miracolo però lo ha fatto il Novaggio di Alan Baggiolini. Dopo aver perso davanti al pubblico amico gara 2 delle semifinali per la promozione sul punteggio lapidario di 15 a 3 con un giocatore tra i pali dopo l’infortunio di Marzio Luvini, i Twins si sono recati in terra giurassiana dalla capolista per giocarsi gara 3 e tentare un’impresa impossibile. Sconfiggere il Courroux e qualificarsi per la finalissima di LNB. Secondo copione, i padroni di casa si sono portati presto in vantaggio andando al primo riposo avanti per “solo” 2 a 0, grazie alle prodezze di Bixio Luraschi tra i pali. La rete di capitan Baggiolini nel secondo tempo non ha fermato i lupacchiotti del Courroux, che hanno messo una seria ipoteca sulla vittoria finale portandosi sul 5 a 1 a 13 minuti dal termine. Gli Dei dell’inline hockey però avevano altri progetti e così il top sniper del Novaggio Manuel Ceresa e il factotum Alan Baggiolini hanno dato il La a una delle rimonte più folli della storia di questo sport. “Non capivamo più niente” ammette il capitano, che sulla rete del pareggio a 50 secondi dal termine di Kevin Wegmüller commenta: “non ci siamo neppure accorti di aver pareggiato”. Scossi e profondamente traumatizzati, i padroni di casa hanno disputato un supplementare dominato dalla paura di perdere. Galvanizzati dall’insperata rimonta, i Twins di Novaggio hanno spinto sull’acceleratore e al 68.43 è arrivata la rete liberatoria di Manuel Ceresa, che proietta i ticinesi in finale e manda nei matti il Courroux. Grande la festa per questo sorprendente Novaggio, che adesso se la vedrà con il Gerlafingen in una serie al meglio delle cinque partite per decidere chi prenderà il posto dell’Avenches, appena retrocesso dalla LNA. “Siamo in una bolla e stiamo viaggiando su una nuvoletta, non svegliateci!” gentile richiesta di Alan Baggiolini. 

Niente da fare per Capolago e Sayaluca, che alle finali svizzere di categoria novizi non sono riuscite a terminare l’esperienza sul podio. Dopo un buon girone qualificativo entrambe le nostre ticinesi hanno perso i quarti di finale. Il Capolago di misura 1 a 0 contro il Gerlafingen, mentre il Sayaluca per 5 a 1 contro il Bassecourt. Fuori dai giochi che contano il Capolago è riuscito a conquistare il quinto posto finale. Il Sayaluca si è dovuto accontentare dell’ottavo e ultimo posto. Resta la consapevolezza che lo skater hockey ticinese giovanile ha fatto passi da gigante e il divario con le migliori squadre elvetiche non è più quello di una volta.

Tutto da rifare per Malcantone II nella serie di playout di prima lega contro il Bienne II. Sulla pista amica di Cassina d’Agno, sabato, gli uomini di Luca Lischetti hanno dominato gli ospiti senza riuscire a chiudere la contesa. Ci ha pensato la leggenda Cyril Estoppey con una deviazione perfetta a poco più di 1 minuto dal termine a mandare tutti ai supplementari. Per fortuna l’esperienza di Alessandro Müller si è materializzata con un tiro perfetto negli incroci che ha regalato il primo match ball ai ticinesi. Domenica, però, invece di chiudere la serie e mandare in seconda lega il Bienne II, il Malcantone II non è mai entrato in partita e si è lasciato umiliare con un pesantissimo 9 a 1 finale, sinonimo di 2 a 2 nella serie e decisione rimandata alla quinta e decisiva sfida, sabato 19 ottobre alle 19.00 sulla pista del Bienne II. Continua la serie positiva degli Eagles Vedeggio, che hanno prevalso in gara 1 dell’atto finale per la promozione in prima lega. Sulla pista del Paradiso, capitan Ferretti e compagni hanno perfettamente gestito l’incontro e con uno scatenato Aramis Rezzonico, autore di 3 reti, si sono portati ad una sola vittoria dalla prima lega. Sabato 19 ottobre alle 13.30 a Pregassona, Daniele Bianchi e compagni non possono più sbagliare se vogliono costringere le aquile alla partita decisiva di domenica nuovamente a Paradiso. 

Programma, risultati e classifiche su www.fsih.ch

Simon Majek  

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