Riyahd succede a Cancun (Messico, 2023), Fort Worth (USA, 2022), Guadalajara (Messico, 2021), Shenzhen (Cina, 2019), Singapore (2014-2018), Istanbul (Turchia, 2011-2013), Doha (Qatar, 2008-2010), Madrid (Spagna, 2006-2007), Los Angeles (USA, 2002-2005), Monaco (Germania, 2001), New York (USA, 1979-2000).
Per l’assegnazione sono stati presi in considerazione i seguenti criteri: le potenzialità nel riuscire ad allestire un evento di prima classe tanto per le protagoniste in campo quanto per i tifosi presenti sugli spalti, la disponibilità nel veder aumentare quelle che erano le ambizioni della WTA in termini di crescita di montepremi, l’intenzione nel voler continuare a far crescere l’evento nel corso degli anni.
Per Steve Simon, Ceo della Wta, portare le Wta Finals in Arabia Saudita “rappresenta un’opportunità allettante per noi nonché un passo avanti positivo dal punto di vista della crescita del tennis femminile come sport sempre più inclusivo. Siamo rimasti davvero colpiti dall’impegno dimostrato dalla Federazione saudita su tutti i livelli e non abbiamo alcun dubbio che giocatrici e tifosi non vedranno l’ora di prender parte a un evento di primissimo piano come questo a Riyadh per il prossimo triennio“.