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SCI ALPINO

Odermatt di un altro pianeta e largamente in testa a Val d’Isère

Dopo la piccola parentese dello slalom di Gurgl, le tante cancellazioni per un meteo troppo poco clemente, oggi possiamo finalmente dire che è iniziata la Coppa del Mondo 2023-2024 di sci alpino maschile. E riparte da colui che ha dominato lo scorso anno e non vuole per nessun motivo lasciare lo scettro. È infatti lo svizzero Marco Odermatt il leader dopo la prima manche del gigante, con una discesa favolosa che ha lasciato il suo primo inseguitore, il norvegese Henrik Kristoffersen, a sessantacinque centesimi.

Siamo sulla Face de Bellevarde in Val d’Isère (Francia), considerata da tutti come uno dei test più probanti dell’intera stagione per gli specialisti delle discipline tecniche. Odermatt ha commesso un errore nella parte alta, ma la sua capacità di fare meno curva e generare più velocità degli altri ha presto fatto la differenza. Il campione olimpico di gigante ha pennellato il lunghissimo muro della pista francese, alzando ancora di più i giri del motore nel tratto finale e ipotecando il primo successo della nuova annata.

Distacchi abissali tra il classe 1997 e il resto del mondo. Il più vicino all’elvetico è Kristoffersen, che paga un errore nelle ultime dieci porte, dopo una manche condotta all’attacco con grande determinazione ed efficienza. Il norvegese ha un ritardo di +0.65 dalla prima piazza, mentre un decimo secco di vantaggio su chi è momentaneamente in terza posizione: lo svizzero Loic Meillard. Tutti gli altri non sono riusciti a rimanere sotto il secondo di distacco, con l’austriaco Marco Scwharz quarto a +1.23. Chiude la top-5 il sorprendente andorrano Joan Verdu (+1.26), che con una discesa spettacolare (pettorale 19) si mette in piena lotta per il podio.

Sesto posto per lo sloveno Zan Kranjec (+1.53), l’unico a riuscire a tenere il passo di Odermatt nell’ultimo settore. In meno di mezzo secondo si scende fino alla nona posizione: 7° il croato Filip Zubcic (+1.62), 8° il padrone di casa Alexis Pinturault (+1.76) e nono il tedesco Alexander Schmid, con un ritardo di 1.95 e anche lui penalizzato dalle poche gambe rimaste nelle ultime porte. C’è poi un grande gap in chiave cronometrica per trovare il decimo in classifica, in quanto l’americano River Radamus paga ben due secondi e ventisei centesimi dalla testa.

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