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Calcio

Croci-Torti: “Delusi dal risultato ma orgogliosi della prestazione”

C’è comprensibile delusione sul volto dei giocatori e dello staff bianconeri al termine della finale di Coppa. La sensazione unanime è di essere arrivati vicini all’impresa e di aver spaventato come non mai i campioni svizzeri. Il pubblico del Wankdorf ha tributato un caloroso saluto a Sabbatini e compagni al momento della premiazione. Lo stesso tecnico Croci-Torti, all’uscita dal campo sotto la curva dei fedelissimi gialloneri, è stato accolto da incitamenti e applausi.

BELLA REAZIONE

Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla premiazione il mister momo ha parlato di “grosso rimpianto perché ero convinto di poter vincere. Le mie alla vigilia non erano parole a caso, ero convinto di potercela fare.  Sapevo che in questa partita avremmo potuto metterli in difficoltà, ero anche consapevole che su questo terreno l’inizio è sempre difficile perché fatichiamo a trovare il ritmo ma che poi tutte le volte usciamo alla grande. Il rimpianto è di aver subito due reti in momenti “brutti”. Il primo è stato il raddoppio al 48′ dopo un fallo che secondo me non c’era: l’arbitro ha fischiato quando Ugrinic si è messo a urlare. Poi la rete nel finale dopo che Espinoza aveva fallito una grande occasione: due gol in momenti delicati e quello é l’unico rimpianto che ho. Specie quel gol prima di rientrare negli spogliatoi a metà tempo: 2-0 in quel frangente può far male. Nelle mie parole in questo momento c’è molta delusione, quando ci credi tanto è normale che una sconfitta così faccia male, ma bisogna essere comunque orgogliosi perché i ragazzi hanno avuto una reazione forte. Non l’hanno avuta forte solo a livello di cuore o mentale ma anche e soprattutto a livello di gioco e di qualità perché il secondo tempo li abbiamo messi in difficoltà in ogni momento. Purtroppo non siamo stati efficienti come lo è sempre Nsame dall’altra parte.”

TIMIDI ALL’INIZIO

-Avete fatto due regali allo Young Boys?
“Due regali simili non si possono concedere.  Subire due gol così in finale ti può uccidere. L’YB di regali non ne ha fatti. Ho appena rivisto la parata di Keller su Espinosa: è stato un grande intervento.  Abbiamo avuto anche occasioni con Steffen e Arigoni. Nel secondo tempo siamo stati bravi. Più che gli errori individuali il problema è stato che nei primi minuti abbiamo mostrato un po’ troppa timidezza. Non è evidente venire qui a Berna e giocare sin dall’inizio con qualità e sfrontatezza.”

PERSI TROPPI DUELLI AEREI

-Tornando indietro cambieresti qualcosa a livello di formazione iniziale  e di scelte tattiche?
“Dire adesso che avrei potuto iniziare la partita come il secondo tempo è troppo facile. Sapevo quanti minuti Bottani aveva nelle gambe, l’ho visto carico ed ero consapevole di cosa potesse fare nei secondi 45 minuti, la stessa cosa dicasi per Amoura. Se esaminiamo bene la partita l’unica difficoltà che abbiamo avuto è stata che tutti i rinvii dell’YB venivano presi di testa da Nsame. Se qualcuno venisse a dirmi che oggi l’YB ha giocato a calcio non può fare il giornalista, Zesiger ha lanciato lunghe tutte le palle che poteva e Nsame le ha spizzicate su Elia. Sono stati bravi sulle seconde palle. Forse l’unica amarezza è stata che nel secondo tempo Hajrizi è riuscito a vincere molti più duelli di testa, questa è stata una delle chiavi della ripresa. Purtroppo il primo tempo abbiamo concesso troppo sotto l’aspetto atletico, loro non hanno fatto altro che picchiare su palla dall’inizio alla fine.  Non mi aspettavo che l’YB giocasse palla e infatti non l’ha fatto, ma su tutte le seconde palle sono una squadra forte, noi abbiamo vinto troppi pochi duelli di testa. Le palle alte le ha prese quasi tutte Nsame nel primo tempo. Il rimpianto è stato quello se devo fare un bilancio a fine partita non su altre cose.  Ero convinto che nel secondo tempo avremmo avuto maggiori possibilità di giocare palla perché loro vengono sempre forte all’inizio e nel secondo tempo si è vista la nostra reazione come si vede tutte le volte qua. Peccato perché il piano l’avevo in testa ma non siamo riusciti a portarlo a casa. Abbiamo perso e ho perso anch’io, non dobbiamo trovare troppe scusanti. In una finale si vince o si perde. Oggi è toccato a noi uscire sconfitti.”

ROSA CHE FA LA DIFFERENZA

-Avete messo in difficoltà i campioni svizzeri, la finale è stata combattutissima sino alla fine.  La sensazione è che questo YB non sia più così lontano e che il Lugano possa giocarsela.

“In una partita secca ce la si può sempre giocare, con qualunque avversario. E’ per quello che bisogna crederci sempre, non si può mai pensare di non provare a vincere. Poi in un campionato lungo avere a disposizione una rosa come quella dell’YB fa la differenza. E’ stato il fattore che determina tutti quei punti di distacco tra l’YB e le altre squadre.  Poi, ripeto, su una sfida secca ce la giochiamo con tutti e sarà così anche nei prossimi anni.”

LE URLA DI UGRINIC

-Come hai visto il gol del 2-0: Saipi avrebbe potuto intervenire di pugno invece di tentare la presa sulla testa di Nsame?

“Abbiamo fatto un regalo, il nostro portiere doveva uscire con i pugni però non sarò io adesso a puntare il dito su Saipi quando poco prima aveva fatto una bella parata su Elia. Poteva fare di meglio e se vorrà diventare un portiere di livello internazionale quell’errore non lo deve più commettere. Però l’anno scorso ci ha salvato, anche oggi ha fatto una buona partita. Poi su quel gol, credetemi, l’arbitro non aveva fischiato fallo su Ugrinic che non era nemmeno stato toccato: è stato il grido del giocatore gialloneri a fargli cambiare idea. Infatti ho protestato tanto su quell’episodio, è stata la mia unica protesta in 95 minuti. Quando giochi contro l’YB…loro avevano cinque giocatori col giallo,  non ho visto farli velocizzare l’azione, ha dato cinque minuti di recupero e con i loro tre cambi non ha neanche allungato. Elia è uscito lentamente dal campo.

CONTENTO DEGLI APPLAUSI

-Sei stato applaudito tantissimo, così come la tua squadra, dalla tifoseria dell’YB. In questi due anni hai ottenuto punti anche oltre san Gottardo e oggi si vede che sei un allenatore apprezzato e amato anche gli avversari.

“Per quel che riguarda l’aspetto mio personale, oggi mi interessa molto poco. Quello che mi è piaciuto e la cosa di cui vado fiero è che la squadra è stata applaudita dal nostro pubblico, vuol dire che i tifosi hanno visto che i ragazzi ce l’hanno messa tutta e ci hanno creduto. Abbiamo guardato negli occhi i bernesi sino al 95′ e  questa è una circostanza importante, nei cuori dei miei giocatori non c’è mai stata la paura nel secondo tempo. Secondo me hanno disputato una delle migliori partite di questi due anni nei secondi 45′. Aver preso una rete simile al 48′ avrebbe potuto ammazzarci e tante volte succede. Invece la mia squadra ha reagito  ed è stata bellissima da vedere nel secondo tempo. Nonostante tornino a casa senza la coppa i nostri tifosi possono essere contenti di quello che hanno visto almeno sotto l’aspetto caratteriale che è sempre importante.”

NSAME FA LA DIFFERENZA

-Chi ha Nsame in squadra vince le coppe e i campionati. Tu  oggi con il loro centravanti avresti vinto?

“I giocatori forti ti fanno vincere le partite. Sono sempre convinto che l’allenatore conta tanto ma quando hai una squadra forte puoi fare i risultati. Noi in questa stagione non abbiamo certamente avuto un gruppo debole e infatti abbiamo ottenuto tanti punti  e fatto bei risultati. Sono convito che Nsame sia un giocatore che fa la differenza e che anche Elia sia un elemento che nel primo tempo ci ha sempre messo in difficoltà. Conosciamo la forza del loro attacco (c’è anche Itten) e non dobbiamo essere qui a piangerci addosso. Potevamo vincere anche con Nsame dall’altra parte”

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