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Calcio

Croci-Torti: “Giocare a Sion è sempre difficile”

La giornata numero 26 del campionato CS Super League mette in scena sabato 12 marzo Sion-Lugano. Si giocherà al Tourbillon con inizio alle 20.30. La squadra bianconera partire alla volta del Vallese nel tardo pomeriggio di venerdì al termine dell’allenamento di rifinitura. Prima della seduta il tecnico Croci-Torti ha risposto alle domande dei giornalisti nella tradizionale conferenza stampa, puntualizzando innanzitutto che, a parte gli squalificati Daprelà e Hajrizi e l’infortunato di lungo corso Guidotti, tutti gli altri elementi della rosa saranno a disposizione.

-L’assenza dei due difensori centrali è di quelle pesanti?

“Conosciamo il valore soprattutto di aggressività che Fabio e Kreshnik portano a questa squadra. In tutto il campionato hanno dimostrato di essere elementi fondamentali sotto quell’aspetto. Dunque senza di loro potremmo giocare in maniera un po’ diversa”.

-Cambierai quindi l’aspettò tattico difensivo?

“Abbiamo sempre mutato, tante volte abbiamo giocato a quattro e altrettante a tre dietro. Vediamo a dipendenza di come stiamo, sono decisione che prendiamo a dipendenza dello stato di salute dei giocatori e che definiamo spesso nel corso dell’ultimo allenamento. “

-Una domanda che qualche tifoso si fa: dopo aver perso contro il Basilea ed essere tornati a meno cinque, pensate più alla Coppa, c’è un Lugano magari inconsciamente più rilassato?

“Mi spiace dover rispondere ogni settimana a questa domanda quando dal 2 settembre continuo a dirvi che prendiamo partita dopo partita perché cerchiamo di vincerle tutte e non badiamo ad obiettivi finali tipo secondo, terzo o quarto posto. Ribadisco tutte le volte che da svizzero ci teniamo alla Coppa e quindi tante decisioni vengono prese anche in funzione di quell’obiettivo. Però come abbiamo cercato di giocarcela con il Basilea la scorsa settimane faremo domani contro il Sion. Ho una squadra che lavora sempre bene, che ha desiderio di vincere e che -a parte la partita con il San Gallo nella quale l’attitudine non mi era piaciuta- non da adito a lamentele da parte mia sull’atteggiamento. Domani abbiamo preparato la partita per andare a vincerla. Sappiamo che il Sion quest’anno è una squadra che ha una grande attenzione difensiva, ha acquistato elementi di grande esperienza come Berardi e Benito, oltre a Giovanni Sio che davanti è molto forte. I vallesani hanno un allenatore che si concentra molto sull’aspetto difensivo, che ti fa giocare male. Al Tourbillon delle ultime cinque partite il Sion ne ha vinte quattro! Hanno 9500 tifosi e sono una squadra tosta, lo sappiamo e abbiamo preparato l’impegno bene. Sono tranquillo, domani andiamo a giocarcela.”

-Hanno pareggiato anche con lo Zurigo…

“Il Sion è una squadra vera. Andare in casa loro a vincere è sempre un’impresa. E’ un ambiente caldo. Dobbiamo fare attenzione e mantenere la stessa concentrazione dimostrata ultimamente. Domenica scorsa ho sentito polemiche qui dopo la partita ma io ero molto contento dell’attitudine e della concentrazione mostrate contro il Basilea. Solo sul loro gol non abbiamo curato il dettaglio ma per il resto siamo stati una squadra viva come dovremo essere domani. Non possiamo permetterci di lasciare nemmeno 30 secondi a loro perché dieci giorni fa con il Losanna hanno disputato un match nel quale hanno subito 24 tiri e ne hanno fatti tre ma hanno vinto. Questa è la forza del Sion quest’anno.”

-L’ultima volta che avete giocato al Tourbillon eri ancora l’assistente di Abel Braga e qualche giorno dopo saresti stato promosso allenatore capo. Cambiano le sensazioni tornando in Vallese in questo ruolo: allora fra l’altro avete perso con un gol all’ultimo minuto?

Evidentemente le sensazioni cambiano e la partita si prepara in maniera diversa. In questi anni tante volte siamo andati a giocare match decisivi a Sion. Mi ricordo una volta con Abascal e un’altra con Celestini delle partite difficili con noi che arrivavamo da momenti delicati e dovevamo trovare le energie per uscire dai momenti negativi e siamo riusciti spesso a farlo. Però tante volte ci hanno messo in difficoltà e domani mi attendo dal punto di vista dell’atmosfera e del clima una partita non certamente facile.”

-Le hai vissute anche da giocatore queste sfide e ti piacevano?

“Sono partite che tutti vorrebbero giocare e che ai miei ragazzi piace disputare. Sono quei match nei quali non puoi distrarti un secondo, altrimenti avresti rimpianti (e ce ne sono stati tanti la settimana scorsa) per quell’errore difensivo. Dobbiamo stare sul pezzo per novanta minuto poi dopo le cose sono sempre arrivate e arriveranno anche domani.”

-Vi siete lasciati alla spalle una settimana inglese con tre partite in sette giorni, adesso che avete avuto un po’ di stacco hai visto la squadra rigenerarsi e hai potuto lavorare su qualche dettaglio ?

“L’aspetto sul quale abbiamo lavorato è semplice. Se sono venuto qui domenica scorsa a dire che non ero contento per quello che avevamo fatto negli ultimi 25 metri è normale che l’ attenzione e il focus sia stato rivolto su questo aspetto per cercare altre soluzioni. Domani speriamo di metterle in campo perché alla fine è sempre una lotta mettere in difficoltà gli allenatori avversari e gente esperta come i giocatori vallesani nella fattispecie. Cercheremo in ogni maniera di trovare soluzioni alternative per far breccia in questo Sion che è formazione m molto granitica e solida dietro.”

-Il fattore trasferta incide: qualche volta sul piano del gioco avete fatto meglio fuori casa perché paradossalmente siete più liberi?

“Siamo una squadra che predilige le ripartenza quindi quando un avversario si chiude dietro come il San Gallo a Cornaredo dopo aver trovato il gol subito, è più difficile fare quel tipo di calcio. Col GZ loro cercano di attaccare ed è più facile. A Sion non ci aggrediranno sicuramente. Non devo star qui a sottolineare le grandi qualità della nostra squadra quando partiamo in transizione perché abbiamo elementi importanti, i vari Lavanchy e Bottani. E’ normale che invece quando dobbiamo stanare un avversario diventa tutto più complicato. Quindi tra giocare in casa o in trasferta cambia sovente il fatto di avere a disposizione maggiori spazi e noi in quei casi siamo più pericolosi. Poi ogni partita ha la sua storia, dipende chi passa in vantaggio. La settimana scorsa è stata una partita speciale, un po’ diversa dal solito perché un Basilea chiuso nella sua metà campo non eravamo abituati a vederlo a Cornaredo e non siamo stati bravi a trovare la soluzione giusta”.

-Quest’anno, rispetto agli ultimi campionati, avete dimostrato di non gradire le mezze misure. Quindi o vincete o perdete con pochissimi pareggi. Ti sei chiesto il perchè di questa inversione di tendenza rispetto al recente passato?

“Non pareggio mai è vero. Mi sono chiesto anch’io  le ragioni e non sono riuscito a darmi una risposta. Non so se a volte rischio troppo o altro. Ne parlavo due settimane fa. Spesso in passato facevamo un punticino alla volta; facevamo fatica a muovere la classifica ma cercavamo in tutte le maniera di farlo. L’anno scorso abbiamo avuto un filotto di 15 partite senza sconfitte ma con sole tre vittorie. Quest’anno va diversamente e non va nemmeno male così, i tre punti sono pesanti anche se qualche pareggio in più fuori casa ci starebbe”.

-Amoura ha una settimana in più nelle gambe…

“L’inserimento della punta algerina nel finale contro il Basilea è stato un tentativo per cercare di dare qualche colpo in più alla partita: sappiamo che lui ha emozioni che riesce a dare, la sua velocità può far male a chiunque. Questa settimana gli ha fatto bene. Non penso di sbagliarmi comunque se dico che il vero Amoura lo vedrete dopo la pausa delle nazionali”.

-Sempre restando sui singoli, domenica Valenzuela ha avuto i suoi primi minuti. Come lo ha visto dal punto di vista fisico?

“Non l’ho visto male. La sua sostituzione è stata determinata dal fatto che in quel momento avevo bisogno di maggior temperamento. Milton aveva sbagliato due o tre passaggi e si era lasciato un po’ andare anche se negli ultimi dieci minuti si era ripreso bene. Però avevo bisogno di un po’ di leadership e temperamento e ho fatto quel cambio per inserire un elemento che su palla ferma potesse mettere in difficoltà il Basilea con i suoi cross. Valenzuela ha lavorato bene anche questa settimana ed è stata una bella sorpresa, quando io giocavo e venivo tolto a metà tempo facevo un po’ fatica a digerire la cosa, invece lui dal primo giorno ha capito e ha lavorato in maniera interessante e propositiva. E’ un ragazzo che in questi giorni mi ha fatto vedere che, oltre a grandi doti tecniche, ha anche doti umane non indifferenti.”

-Prima hai parlato del rammarico per come è andata la partita con il Basilea. Hai visto in questa settimana un po’ di sana delusione tra i tuoi ragazzi?

“La delusione non è un’emozione che abbiamo provato. Semmai i giocatori erano arrabbiati perché hanno avuto la sensazione di aver fatto la partita e di non essere riusciti a pareggiarla. Non erano negativi: abbiamo fatto sei punti in tre partite, avrebbero potuti essere sette ma di delusione non si può parlare. I ragazzi conoscono il valore del Basilea, li sentivo discutere prima nello spogliatoi della partita di giovedì sera a Marsiglia. Se i renani avessero messo a frutto il contropiede all’88’ avrebbero pareggiato con i francesi una partita che erano riusciti a tenere in piedi sino all’ultimo. Il Marsiglia ha avuto il 67% di possesso palla e i miei giocatori ricordando il nostro 63% dicevano scherzando che siamo quasi come Milik e compagni. Tornando alla domanda non parlerei quindi di delusione ma di presa di coscienza. Sappiamo che dobbiamo disputare grandi partite per battere il Basilea e ci è mancato qualcosa. Vediamo di non farcelo mancare domani a Sion.”

-L’entrata in materia con il Basilea non è stata delle migliori, può essere questo l’insegnamento per domani?

“Devo correggere al tua affermazione. Nei primi otto minuti siamo stati bene in campo poi, come contro l’YB in dicembre, abbiamo preso quel gol da polli. Quella rete ci ha mandati in bambola per un quarto d’ora. Ma eravamo entrati bene in partita. Domani non ho paura dell’entrata in materia, i ragazzi sanno che non è una passeggiata e cosa dobbiamo andare a fare. Siamo una squadra matura che ha già disputato queste partite, non devo andare a dire a Lavanchy e Custodio cosa li aspetta, men che meno a Ziegler e Maric. Sabbatini e Bottani quante volte hanno già giocato al Tourbillon e quante hanno messo in difficioltà gli avversari?. A tutti loro non devo nemmeno dirle queste cose.”

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