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Calcio

Clara Lucchini: “Il Gambarogno è un grande gruppo. Che bei ricordi con la Nazionale”

Qualcuno nel mondo pensa ancora che il Calcio sia roba solo per uomini duri, tralasciando invece la netta crescita del movimento femminile. Quest’oggi, grazie alla collaborazione di allascopertadelcalciofemminile.ch, abbiamo avuto il piacere di intervistare Clara Lucchini del Gambarogno.

Da quanto tempo giochi a calcio? Raccontaci che tipo di giocatrice sei

Gioco a calcio ormai da 18 anni e il ruolo di centrocampista centrale è quello che con il tempo si è confermato essere il più adatto a me. È un ruolo in cui serve visione di gioco e spirito di sacrificio: a me piace impostare il gioco e a segnare un goal ho sempre preferito fornire un buon assist.

Cosa significa il calcio per te? 

Per me il calcio è stato per tanti anni un sogno da realizzare. Avevo degli obiettivi a cui tenevo molto e che, fortunatamente, sono riuscita a raggiungere. Oggi non lo ritengo più un sogno da realizzare, ma lo vedo piuttosto come qualcosa di cui non riesco a fare a meno. Questo sport sa far vivere emozioni davvero forti, indipendentemente dalla categoria in cui si gioca. Mi fa stare bene.

Raccontaci la tua esperienza in Nazionale 

La mia esperienza in Nazionale è stata tanto bella, quanto impegnativa. All’inizio non è stato facile essere l’unica ticinese in squadra, avevo 15 anni e ricordo la difficoltà nel capire lo svizzero tedesco. Per fortuna però le compagne con cui ho legato di più mi hanno aiutata molto e questa difficoltà iniziale si è rivelata essere una grande opportunità di crescita. In quel periodo ho imparato molto, dentro e fuori dal campo, e ho vissuto emozioni indimenticabili, come le partite di qualificazione agli europei giocate in Bulgaria e in Germania.

Parlaci del Gambarogno 

È la mia terza stagione a Gambarogno. Ho trovato una società gestita da persone che mettono anima e cuore in ciò che fanno. Credo che i risultati del loro lavoro si vedano sui campi, con le molte squadre di allieve e il numero di tesserate in crescita. Sono soddisfatta dei risultati raggiunti finora con la squadra. Mi auguro che, quando la situazione pandemica ci permetterà di tornare in campo, sapremo dare continuità alle nostre prestazioni. Personalmente ho sempre pensato che la forza di una squadra risieda nella forza del gruppo e il nostro è un gruppo affiatato. Le persone conosciute all’interno della società e le amicizie create con le compagne di squadra sono qualcosa di speciale, le porterò sicuramente sempre con me.

I tuoi genitori ti hanno sempre appoggiata nella tua passione?

Sì, fortunatamente sono sempre stata appoggiata dai miei genitori. A seguirmi con più passione è sempre stato mio papà, che a sua volta passa gran parte del suo tempo sui campi da calcio, essendo allenatore. Se non fosse stato per tutti i week-end passati sui campi da calcio a seguirlo da piccola, forse non avrei mai iniziato a praticare questo sport.

Raccontaci il tuo ricordo più bello

È difficile scegliere il ricordo più bello. Ho diversi momenti che mi sono rimasti più impressi di altri, per esempio i primi anni sui campi quando giocavo con i maschi nell’US Pro Daro e quando con la Selezione Ticino femminile abbiamo vinto il titolo di campionesse svizzere. Se chiudo gli occhi mi rivedo anche quando sono entrata in campo per la prima volta con la maglia della Nazionale e quando, nel 2015, con il Lugano quando abbiamo ottenuto la promozione in serie A. Ognuno di questi momenti mi fa ricordare come ogni soddisfazione raggiunta in passato mi abbia sempre portato a delle soddisfazioni ancora più belle.

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