
Care amiche, cari amici,
care colleghe, cari colleghi,
mi permetto di mandarvi questo scritto, sperando che dopo averlo letto anche voi lo sottoscriviate, in modo da poter portare la nostra parola alla Federazione Ticinese di calcio.
Purtroppo dal mese di marzo un brutto avversario ci sta sfidando e sta giocando con la salute di tutti noi, delle nostre famiglie, dei nostri cari; purtroppo questa partita la sta vincendo lui.
Da mesi lottiamo contro il maledetto COVID-19, senza riuscire a fermare i suoi attacchi.
il calcio regionale sta soffrendo. Tutte le società, giocatori, staff e tifosi sono messi sotto pressione per evitare che il virus entri nelle nostre case, ma, come abbiamo avuto modo di vedere, questo è pressoché impossibile.
Il calcio regionale è puro divertimento, hobby, svago. Ma da 7 mesi è diventato una preoccupazione.
Al campo si deve andare con la mascherina, alla buvette ci si può solo fermare per bere una bibita al volo e poi allontanarsi per evitare assembramenti. NO, questo non è il calcio che ho imparato a conoscere ed apprezzare negli anni. QUESTO NON È IL NOSTRO CALCIO.
Non siamo professionisti, siamo persone che dal lunedì al venerdì si recano al lavoro, che vanno a trovare i propri cari e che vanno a fare la spesa con tutta la famiglia, gente che la domenica va dalla mamma, dalla nonna o dal nonno a mangiare.
Io dico basta, stiamo mettendo in pericolo le nostre vite e le vite dei nostri cari e dei nostri amici. E non da ultimo dei nostri tifosi. Tutto questo per cosa?? Per giocare in terza o quarta lega? Qualcuno potrebbe rischiare di perdere il lavoro, per cosa? Nel nostro calcio non ci sono professionisti, non c’è la Champions League da vincere. C’è la passione e il divertimento. E questo adesso non c’è più.
MEGLIO FERMARSI, LA SALUTE PRIMA DI TUTTO.