Calcio

I migliori arbitri svizzeri diventano professionisti

Foto – © ASF

L’Associazione Svizzera di Football (ASF) e la Swiss Football League (SFL) hanno presentato oggi, in occasione di una conferenza stampa a Berna, le misure concrete per proseguire il percorso di professionalizzazione dell’arbitraggio d’élite. L’introduzione del professionismo rappresenta una novità per il calcio svizzero ed è il risultato di intense trattative, discussioni e collaborazioni tra tutte le parti coinvolte, oltre che di un importante investimento nel futuro dell’arbitraggio.

«L’Associazione ambisce a fare in modo che i migliori arbitri e VAR rappresentino regolarmente la Svizzera nelle competizioni e nei tornei internazionali. È quindi logico che siano proprio loro ad arbitrare il maggior numero possibile di partite nel calcio professionistico e a essere impiegati anche nelle diverse funzioni del Video Operation Room. Questo ulteriore passo era pertanto importante e giusto per tutte le parti coinvolte. Ringraziamo quindi la SFL, i club e tutte le persone che hanno contribuito a questo sviluppo», afferma il Presidente centrale dell’ASF Peter Knäbel.

«Negli ultimi anni le esigenze nei confronti degli arbitri sono cambiate notevolmente. Con l’introduzione del VAR, la crescente complessità tattica e la grande attenzione da parte dell’opinione pubblica, sono aumentate anche le aspettative. I club si aspettano, giustamente, prestazioni di alto livello. Per questo sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità e a investire nelle condizioni quadro necessarie», spiega il CEO della SFL Claudius Schäfer.

Concretamente, questo investimento si traduce in un aumento del budget di 700’000 franchi, approvato dai club della SFL.

Nell’ambito del processo di professionalizzazione, le condizioni di impiego dei sette arbitri FIFA sono state adeguate con effetto dal 1° luglio 2026. In linea di principio, le percentuali di impiego sono state aumentate fino a un massimo dell’80%, così come quella di Fedayi San, l’unico Video Assistant Referee appartenente alla categoria superiore.

«In qualità di professionisti a tempo pieno, gli arbitri hanno la possibilità di concentrarsi completamente sul calcio e sulla propria vita privata. Essere arbitro o arbitra diventa così una professione», afferma Dani Wermelinger, responsabile del settore arbitrale d’élite. «Ci auguriamo inoltre che questo rappresenti un segnale per le giovani arbitre e i giovani arbitri, mostrando loro che in Svizzera è possibile intraprendere una carriera come arbitro professionista a tempo pieno.»

Anche le percentuali di impiego degli altri arbitri di Super League sono state aumentate, fino a un massimo del 40%, mentre per gli arbitri di Challenge League possono ora raggiungere un massimo del 20%.

Diverse misure di accompagnamento

Oltre alle nuove condizioni di impiego, la professionalizzazione dell’arbitraggio d’élite prevede numerose misure di accompagnamento. Tra queste figurano una maggiore efficienza dei processi amministrativi, una preparazione più approfondita e un’analisi a posteriori delle giornate di campionato della SFL attraverso l’analisi delle partite, nonché ottimizzazioni in ambito atletico e medico.

Queste ultime comprendono, tra l’altro, un monitoraggio più stretto degli arbitri e l’adattamento individuale dei programmi di allenamento.

È inoltre previsto un ulteriore potenziamento della comunicazione relativa all’arbitraggio d’élite, attraverso formati già introdotti, come la pubblicazione delle comunicazioni audio in occasione di decisioni controverse e la visualizzazione dell’indicazione del VAR sugli schermi degli stadi di Super League in caso di intervento.

Infine, sarà rafforzata anche la collaborazione con i club attraverso visite organizzate prima dell’inizio della stagione. L’obiettivo è creare condizioni sempre migliori per gli arbitri e favorire una maggiore comprensione e collaborazione tra tutti gli attori del calcio professionistico svizzero.

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