Alla vigilia degli Internazionali d’Italia, cresce la tensione nel tennis mondiale dopo la presa di posizione di diversi top player, tra cui Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic. Il gruppo contesta la distribuzione dei ricavi nei tornei del Grande Slam, ritenuta troppo bassa rispetto agli introiti generati.
Nel mirino soprattutto i quattro Major — Roland Garros, Wimbledon, US Open e Australian Open — dove ai giocatori andrebbe solo una quota stimata tra il 12% e il 15% dei ricavi complessivi.
Le richieste riguardano un aumento fino al 22%, oltre a migliori tutele previdenziali e maggiore voce nelle decisioni sul calendario. Il caso del Roland Garros, che ha aumentato il montepremi del 9,5% arrivando a 61,7 milioni di euro, è stato giudicato ancora insufficiente.
Sul tema si è espressa duramente Aryna Sabalenka, che ha aperto anche all’ipotesi di boicottaggio, mentre Iga Swiatek ha invitato al dialogo, definendo questa opzione troppo estrema. In sintesi, il tennis si trova davanti a una possibile svolta nei rapporti tra giocatori e organizzatori.