Calcio

Moesano, caos senza colpevoli: scoppia la bufera nel calcio ticinese

Il caso dei tesseramenti del Moesano continua a far discutere nel calcio ticinese. Dopo la segnalazione della Pro Daro — poi condivisa anche dall’Intragna — è arrivata la presa di posizione dell’autorità calcistica regionale, che ha fatto riferimento agli articoli 175 e 177 del regolamento ASF.

Pur riconoscendo un’irregolarità nel diritto di gioco da parte del Moesano, viene precisato che non è possibile assegnare retroattivamente sconfitte a tavolino per l’intera stagione. Secondo le norme vigenti, spetta alle società controllare le distinte gara (“cartoline”) degli avversari ed eventualmente presentare reclamo entro i termini stabiliti.

Questa interpretazione ha ulteriormente alimentato le polemiche, spingendo la compagine bellinzonese a una nuova e dura presa di posizione.

Il comunicato della Pro Daro

Con comunicazione del 5 maggio 2026, il Segretariato dell’ASF ha confermato integralmente la correttezza dell’operato della FTC in relazione alla tematica “tesseramenti Moesa Calcio”.

In sostanza, viene ribadito che spetta alle società verificare le cartoline degli avversari entro i termini stabiliti dai regolamenti (art. 175 ASF e art. 8 Disposizioni stagione 2025/2026 FTC).

La società prende atto della posizione ufficiale, ma esprime forti perplessità. Viene sottolineato come, nonostante i sacrifici richiesti a chi gestisce le società sportive, si finisca per attribuire loro la responsabilità di controlli che, nella pratica, non sempre sono sostenibili, soprattutto considerando che l’irregolarità non sarebbe stata rilevata per oltre un anno dagli organi competenti.

La Pro Daro evidenzia inoltre una contraddizione tra i principi statutari — tutela dei membri, fair play, rispetto della buona fede e della Carta etica dello sport — e la loro applicazione concreta. A giudizio della società, l’attuale interpretazione regolamentare risulta eccessivamente rigida e scarica le responsabilità sull’ultimo anello della catena, senza che vi sia un’effettiva assunzione di responsabilità da parte degli organi preposti.

Secondo la società, il messaggio che ne deriva è problematico: se le regole non vengono rispettate ma nessuno se ne accorge entro i termini, di fatto la situazione viene considerata sanata.

Infine, viene lasciata una riflessione aperta sull’impatto educativo di questo approccio nei confronti delle nuove generazioni, concludendo che risulta difficile, in questo contesto, ricorrere ai consueti “sportivi saluti”.

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