(nella foto: Roman Josi – © Wikipedia.org)
Secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero Blick, il recente cambio alla guida della Nazionale di hockey ha generato diverse reazioni tra i giocatori di punta del gruppo NHL. Una lettera attribuita a Roman Josi ha infatti riacceso il dibattito interno, mettendo in evidenza opinioni non del tutto condivise all’interno della squadra in vista dei prossimi Mondiali.
Di seguito la traduzione della lettera di Roman Josi pubblicata dal Blick
Gentili signore e signori del Consiglio di amministrazione,
stimato Signor Presidente,
dopo la decisione di sollevare Patrick Fischer dall’incarico, ci siamo presi consapevolmente 48 ore per analizzare con serenità e attenzione la situazione, svolgere discussioni interne allo staff e giungere a una chiara comprensione comune della situazione.
Riconosciamo la gravità della situazione e gli errori commessi. Abbiamo piena comprensione della responsabilità assunta dalla Federazione Svizzera di Hockey su Ghiaccio e del contesto in cui è stata presa questa decisione.
Allo stesso tempo, riteniamo importante considerare la realtà sportiva e il momento temporale di questa decisione. All’interno del team esiste una forte e chiara solidarietà nei confronti di Patrick Fischer, dimostrata da giocatori e staff.
In vista dei Mondiali che inizieranno tra poche settimane, la situazione attuale ha ripercussioni dirette sulla preparazione e sul potenziale prestazionale della squadra.
Patrick Fischer ha svolto un lavoro eccellente nella preparazione e costruzione del team. È conosciuto dai giocatori, si riconoscono in lui e il suo contributo sul piano tattico è significativo. Egli contribuisce in modo sostanziale alla continuità, alla coesione e alla comprensione comune all’interno del gruppo e plasma la squadra.
Dal punto di vista puramente sportivo, la sua assenza in questo momento rappresenterebbe una perdita considerevole. Una tale quantità di conoscenze, leadership e competenza tattica non è sostituibile all’interno di un breve periodo.
Riconosciamo anche l’importanza di una leadership affidabile all’interno della squadra, promuovendo gioco libero, assunzione di responsabilità e un forte impegno collettivo. Questi elementi non sono astratti, ma hanno un impatto diretto sul rendimento e sul successo della squadra.
Comprendiamo il pensiero e la situazione complessa dietro la decisione presa. Tuttavia, siamo convinti che, considerando il momento e il contesto eccezionali, possano essere individuate soluzioni che consentano di garantire sia la stabilità della squadra sia la responsabilità complessiva.
La nostra posizione non è guidata da emozioni, bensì si basa sull’obiettivo di offrire alla squadra le migliori condizioni possibili per il prossimo Campionato del Mondo.
Siamo al 100% al fianco di Jan Cadieux. Allo stesso tempo, in questa situazione non conta la persona, bensì la migliore prestazione sportiva possibile, il successo della squadra e i risultati che possiamo raggiungere insieme.
Per questi motivi chiediamo rispettosamente alla Federazione Svizzera di Hockey su Ghiaccio di riconsiderare la decisione attuale e di esaminare una soluzione orientata al futuro che permetta a Patrick Fischer di sostenere la squadra in questa fase decisiva.
Questo Campionato del Mondo nel nostro Paese è un’occasione rara. Non sappiamo se in futuro se ne presenterà una simile – probabilmente no. Vogliamo vivere questo Campionato del Mondo come un’opportunità speciale. Vogliamo vivere questo momento insieme, celebrare insieme il nostro hockey su ghiaccio e raggiungere insieme il miglior risultato possibile.
Precisiamo che questa lettera è destinata esclusivamente all’uso interno e allo scambio confidenziale all’interno della Federazione Svizzera di Hockey su Ghiaccio.
Roman Josi
Capitano della Nazionale Svizzera
