Sorpresa incredibile nella fitta nevicata di Kranjska Gora, con Petra Vlhova che beneficia dell’inforcata di Mikaela Shiffrin, ed è davanti a tutte dopo la prima manche dello slalom femminile. Seconda uscita negli ultimi 50 slalom di Coppa del Mondo per la fuoriclasse americana, che prima di oggi era una delle cinque sciatrici ad aver completato tutte le discesa tra i rapid gates in stagione.
Condizioni complesse sulla Podkoren, con neve mista acqua, poca visibilità e un tracciato con spazi parecchio più stretti rispetto a quelli visti a Lienz. C’è lotta aperta per la vittoria, ma la notizia di giornata è senza dubbio l’inforcata di Shiffrin, arrivata poco dopo il primo rilevamento cronometrico (in cui pagava già 47 centesimi di ritardo). Evidentemente la classe 1995 non gradisce questo pendio, in quanto l’ultima volta che non aveva portato a termine una gara è stata sempre a Kranjska Gora il 9 gennaio 2022 (per trovare un altro slalom non finito da Shiffrin bisogna poi tornare a Lenzerheide 2018). Zero pesante anche in ottica generale per l’americana, con il divario con Federica Brignone che resta immutato (232 punti), ma che la costringe ad essere presente la prossima settimana ad Altenmarkt-Zauchensee, almeno per la prova di discesa e il primo superG.
Vlhova sfrutta il pettorale n.1 nel migliore dei modi, e così come dopo il gigante di ieri guarda tutte dall’alto al termine della prima manch. La slovacca non è perfetta, soprattutto nella parte centrale, ma questo basta per mettersi davanti a tutte e provare a sfruttare al massimo l’uscita di Shiffrin. Dietro di lei non c’è però il vuoto, con in seconda posizione appaiate a 26 centesimi la tedesca Lena Duerr, e la croata Leona Popovic, brava a sfruttare la tracciatura del suo allenatore e il pettorale numero due.
Da rimarcare il numero da circo per Popovic, che taglia il traguardo facendo letteralmente una capriola, dopo che lo sci le si è impiantato nella neve facendola sbalzare in avanti mentre provava ad allungarsi per risparmiare centesimi. Per la croata non sembrano esserci particolari problemi, è rimasta dentro il tracciato e quindi sarà della partita per il podio e la vittoria nella seconda parte di gara.
Nella parte alta e soprattutto sul muro finale, dopo le prime discese è diventato molto difficile piazzare un buon settore, complice il meteo e la pista che ha subito iniziato a segnarsi. I distacchi dietro le prime tre iniziano subito ad ampliarsi, con la svedese Sara Hector quarta a 71 centesimi. Quinta posizione per l’americana Paula Moltzan (+0.80), scesa per quinta e che dopo un tratto centrale in cui ha fatto segnare tempi vicini o migliori di quelli di Vlhova, ha perso un’infinità nell’ultimo settore, facendo capire quanto fosse difficile piazzare un tempo competitivo.
Sesta e settima posizione per due austriache: Katharina Liensberger (+0.89) e Katharina Huber (+0.95), che come da qualche anno capita, ogni gara provano a togliere quello 0 dalle caselle delle vittorie femminili, che a fine stagione sarebbe clamoroso. Ottava una spenta Anna Swenn Larsson, con la svedese che paga 95 centesimi ma poco più di due decimi dalla quarta piazza. Ritardo che ora per tutte supera il secondo, con il 9° posto della slovena Ana Bucik a 1.32. Chiude la top-10 Michelle Gisin, terza a Lienz nell’ultimo slalom, con un gap di 1 secondo e 47 centesimi da Vlhova.